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Quello che Silvio Berlusconi è Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 08 giugno 2009

Il risultato elettorale di queste votazioni, mostra un quadro politico già conosciuto, dove alcuni partiti migliorano la loro posizione, e i soliti big, rimangono inamovibili, nonostante tutto. La mia preferenza anche quest'anno non è andata a nessuno, ed il mio voto conservato nelle mie mani, spero possa offrire, (sommato a quelli degli altri elettori che come me si sono astenuti), un segnale di disappunto a quel che rimane della politica nel nostro paese.

Ma non sono qui per raccontare del mio disappunto al riguardo della politica, di quello che è, e di quello che dovrebbe essere. Sono qui per rimarcare la mia consapevolezza nel ritrovare ancora una volta un Silvio Berlusconi, uscito da queste elezioni con un risultato che molti altri possono guardare solo da lontano.

Non credo sia rilevante arenarsi nel mondo dei numeri e delle percentuali, quanto mettere in luce il fatto che lui, Silvio, sopravvive decorosamente, e guarda la misera opposizione del nostro paese, accompagnando con una pernacchia il gesto dell'ombrello.

silvio-berlusconi-gesu.jpgPur essendo tutti consapevoli del fatto che lui non è onesto, non è un politico, non vuole essere giudicato, non ha grande considerazione della famiglia e non ha una moralità di alto livello frequentando ragazzine e ballerine ai limiti della maggiore età.

Non è sincero, non è alto, non sà tenere una posizione senza collezionare figure discutibili, non è saggio e non ha più molti capelli, non ha scarpe normali e non usa i mezzi di trasporto a disposizione dello Stato come andrebbero usati.

Non fa gli interessi dello Stato, non offre un governo aperto al dialogo, non riesce a gestire il rapporto con la moglie, non organizza manifestazioni come la festa dell'unità, e non sapporta quello che scrivono i giornali di lui, le rare volte che i giornali hanno il coraggio di scrivere qualcosa.

Potrei continuare in questo modo per tutto il giorno, ed elencare le infinite cose che Silvio Berlusconi non è.

I giornali, i programmi televisivi, i comici e tutti gli organi di informazione, (compresi quelli stranieri), non hanno fatto altro in questi anni che tentare di dire all'elettorato Italiano quello che Silvio Berlusconi non è, ottenendo in cambio una puntuale vittoria elettorale del suo partito, ed in conseguenza una schiacciante vittoria personale, di fronte ad una opposizione ormai polverizzata.

E non sono certo il primo a dire questo genere di cose, ma sembra che agli avversari politici di Silvio, non interessi tornare ad esistere, e ad avere un peso politico. Quello che Silvio Berlusconi non è, lo abbiamo capito, ma sembra non sia sufficiente a demolire e sovrastare la sua persistenza. Forse perchè sarebbe opportuno cominciare a soffermarsi su quello che Silvio Berlusconi è, e sulle aspettative che, (realmente o a parole), è capace di soddisfare.

Ho l'impressione che la politica di opposizione, abbia creduto che Berlusconi vivesse di luce propria, senza il supporto dei voti elettorali. Mentre sono proprio i voti a dargli il consenso ed il potere per proseguire, con tutto il carrozzone al seguito.

Ma se vogliamo parlare di una linea politica condivisa da un intero Governo, del problema (maiuscolo) dell'immigrazione e del respingere i barconi come fanno tutti gli altri stati europei, di intendere il profitto d'impresa come un vanto e non come una colpa, se vogliamo parlare di efficienza delle strutture pubbliche e di un giro di vite ai privilegi dei dipendenti pubblici, di discutere e arginare una scuola pubblica apertamente schierata, e se si è stufi di avere in Patria, le ultime forze politiche al mondo dichiaratamente comuniste ed ideologizzate alla stregua del buon vecchio Fidel Castro, non si può guardare ad altro che a Silvio Berlusconi, al suo partito ed ai suoi alleati.

E non è la certezza che questi argomenti verranno liquidati come risolti, a rafforzare Berlusconi: è la soddisfazione di veder per lo meno discussi e presi politicamente in considerazione, argomenti che la sinistra Italiana si è sempre rifiutata di trattare, considerandoli come tabù politici, e nascondendo dietro l'ideologia problemi e privilegi sociali che i cittadini da tempo considerano come prioritari.

Se poi vogliamo parlare della posizione dei partiti d'opposizione al riguardo dei temi etici, non è da stupirsi che la maggiorparte dell'elettorato si senta impaurito da certe posizioni. Nella patria della Chiesa e del matrimonio, della famiglia e del Battesimo, che il mettere in discussione certi temi avrebbe mandato in rovina qualsiasi forza politica, lo avrebbe capito anche un bambino.

Solo l'opposizione Italiana poteva fare di certi temi la propria bandiera politica, dando apertamente sfogo a tutta l'ideologia che sta dietro certe forze politiche. Un'ideologia che ancora oggi chiama pubblicamente "compagni" i propri simpatizzanti, e vuol far passare chiunque non la pensi allo stesso modo come un fascista, proprio come nella Russia di 50 anni fa.

 
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