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| La Fiat di Marchionne - La meno produttiva salverà tutti? |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| lunedì 11 maggio 2009 | |
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Molto interessante il prospetto pubblicato dal quotidiano "The Guardian", e riportato dal settimanale "Internazionale" N°794 dell' 8/14 Maggio 2009 a pag.22. Un prospetto che riassume attraverso i numeri, (che tanto piacciano alla nostra economia, ed ai nostri politici), lo stato di salute delle aziende automobilistiche internazionali, inteso come quantità di veicoli prodotti nel corso del 2008.
Quello che salta subito agli occhi, è una marcata arretratezza dell'azienda Torinese, rispetto agli altri colossi automobilistici. Non voglio considerare le case automobilistiche Giapponesi, che servendo principalmente un mercato asiatico molto grande ed in espansione, possono giustificare con estrema semplicità, i numeri prodotti dalla somma delle tre realtà nipponiche. Restando invece sui produttori occidentali, si può notare una cosa a mio avviso abbastanza strana. La General Motors nel corso del 2008, ha prodotto quattro volte il numero di automobili prodotte dalla Fiat. La tedesca Volkswagen ben tre volte. Ma i gionali di tutto il mondo, osannano l'operato Fiat e la dirigenza di Marchionne, parlando della casa Torinese come l'unica salvezza per il mondo automobilistico occidentale. La logica e le regole di mercato, vorrebbero che fosse la General Motors a salvare la Fiat, e che la Volkswagen tentasse di assimilare la Opel, spiccando tra tutte le aziende europee come la più produttiva. Ma nell'economia di oggi, i numeri e le deduzioni non possono essere considerate riferendosi esclusivamente ad un contesto di numeri e produttività. Il valore ed il potere delle grandi aziende, è determinato in piccola parte dalle capacità manageriali dei loro rappresentanti, ed influenzato fortemente dalle referenze politiche che ogni grande gruppo è in grado di presentare. E non si può negare che in quest'ambito, la casa automobilistica Torinese, spiccherebbe sicuramente ai primi posti in un prospetto a tema, grazie agli ingenti aiuti ricevuti nel corso degli anni da parte dello Stato Italiano. Uno Stato che avrebbe dovuto rilevare la proprietà dell'azienda, oltre che pagarne costantemente i debiti, per evitare un fallimento che ad arte, si vede ripresentare periodicamente alla porta. |
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Commenti
Già non se lo ricorda più nessuno?
Oggi se la situazione si è invertita è solo grazie agli interventi dello stato. I soliti finanziamenti pubblici che arrivano a salvare le grandi aziende sul lastrico.
E poi vanno a fare la parte dei vincitori e a salvare il mercato? Qualcosa non quadra… Citazione