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| Intercettatemi pure - Non ho paura di essere ascoltato |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 19 giugno 2008 | |
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Molti hanno abbracciato totalmente il "teorema televisivo" sul tema delle intercettazioni. Teorema per il quale, chiunque potrebbe finire sulle prime pagine dei giornali, per un errore di interpretazione sul significato reale, di una comunicazione telefonica qualsiasi. Il "teorema televisivo", vorrebbe far credere che due amici, dicendosi una qualsiasi frase fraintendibile, potrebbero essere scambiati per narcotrafficanti o mafiosi, (ad esempio), ed essere sbattuti su tutti i giornali, visto che, (sempre in base al teorema televisivo), sono centinaia di migliaia i numeri telefonici sotto controllo.
C'è poi il "teorema della Giustizia", per il quale si vorrebbe far notare, che proprio grazie alle intercettazioni, ed alla pubblicazione delle stesse sui giornali, sono stati portati alla luce innumerevoli scandali politici ed economici, che senza la possibilità di rendere pubblici i contenuti intercettati, sarebbero certamente rimasti nascosti in qualche cassetto, o comunque, non avrebbero permesso al grande pubblico, di venire a conoscenza del caso Fazio, del caso Unipol, delle varie scalate finanziarie, e di diversi altri casi di malaffare, scoperti, e saliti agli onori della cronaca, proprio grazie alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sui giornali nazionali. Se fosse di una qualche rilevanza il "teorema di Maurizio", questo direbbe, che è indispensabile riporre enorme fiducia nella Magistratura, così come in tutto l'apparato Giudiziario, e che eventuali comportamenti anomali, andrebbero perseguiti nella singolarità del caso, senza ricorrere a preventive e generiche precauzioni. Direbbe altresì che punire chi pubblica delle intercettazioni dal contenuto illecito, è come arrestare per furto chi denuncia un ladro. Direbbe poi anche, che tutta questa urgenza in tema intercettazioni, non si è mai vista prima, se non con l'arrivo del nuovo governo. Che in fin dei conti, se nella politica c'è così tanta paura di essere intercettati , questo dovrebbe costituire un motivo in più, per avvalorare la necessità di effettuare intercettazioni. Purtroppo però, il "teorema di Maurizio", non verrà mai trasmesso attraverso il potente mezzo televisivo, e non potrà mai condizionare in pochi minuti, le opinioni di milioni di telespettatori contemporaneamente. Per fortuna, nessun uomo politico nel nostro paese, può avere per le mani alcun media, ancor meno una televisione. Altrimenti sarebbe davvero spaventoso, (oltre che socialmente pericoloso), il modo in cui potrebbe condizionare le informazioni, e di conseguenza le opinioni delle masse, su qualunque argomento tornasse utile, senza offrire lo spunto per un serio e democratico contraddittorio sui temi trattati. Ci si troverebbe di fronte ad un "Teorema televisivo", che in un attimo, condizionerebbe fortemente la pubblica opinione, senza la possibilità di un equo contraddittorio. Ma qui siamo in Italia, e da noi certe cose per fortuna non accadono. |
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C'è poi un "teorema politico", per il quale la stessa frase fraintendibile, ricavata dalle intercettazioni di una telefonata tra politici, potrebbe essere usata per distruggere la credibilità e la reputazione dell'uomo politico, ad insindacabile giudizio di un qualsiasi fazioso giornalista.




