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| I numeri della Chiesa Cattolica, i sacerdoti e i fedeli |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| mercoledì 27 maggio 2009 | |
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Si sente parlare dei numeri della Chiesa Cattolica, ogni volta che se ne presenta l'occasione, e che il confronto dei dati raccolti lo renda necessario. Il numero di sacerdoti, il numero di fedeli, il numero di Chiese, il numero di missionari, il numero di congregazioni, il numero di matrimoni, il numero di catechisti, il numero di suore, il numero di pasti caldi, il numero di visitatori dei musei, il numero di battezzati, e da qualche tempo, anche quello degli sbattezzati. I numeri sono ormai una costante, che accompagna la vita della Chiesa già da qualche decennio, ed anche se tenuti ufficialmente in poco conto, hanno assunto quell'importanza implicita, di cui si sente il peso pur evitando di trattare l'argomento. La preoccupazione scaturita dai numeri, offre quel senso di insicurezza tipico delle grandi realtà aziendali, così attente a numeri e percentuali, perchè desiderose di non perdere consenso, e salvaguardare i propri interessi.
La logica dei numeri è una logica senza speranza. La logica dei numeri non lascia spazio a decisioni e scelte impopolari, sacrificate agli obblighi che i numeri impongono. La logica dei numeri crede che ogni cosa dipenda dalle braccia, e dal numero di braccia a disposizione. La logica dei numeri è una trappola in cui la Chiesa Cattolica purtroppo è caduta, e dalla quale alcuni vorrebbero liberarla raggiungendo il giusto numero di soccorritori. L'ideale ormai affermato, è quello di una Chiesa dai grandi numeri. I media, ed il rapporto della Chiesa stessa con i media, alimentano morbosamente questa logica, tanto da rendere quasi fondamentale una Piazza san Pietro gremita, affinchè le parole del Papa possano risultare credibili. La visione ampiamente diffusa delle Chiese vuote o svuotate da fedeli in spiaggia, rende bene l'idea di quanto numeri e credibilità vadano di pari passo, come se la presenza di una persona in più o in meno alla Messa, possa dare o togliere qualcosa alla celebrazione Eucaristica, ed al senso vivo di tale celebrazione. In questo turbinio di numeri, quantità e risultati, si perde il senso reale ed esistenziale del piccolo, dell'ultimo e del sacrificio, fondamenta indistruttibili del messaggio rivoluzionario di cui la Chiesa è annuncio e costodia, ma del quale in certi aspetti pare provata nella fede. Se la storia della Chiesa, le sue origini ed il suo sviluppo, fossero dipesi dai numeri, certamente la statistica non avrebbe suggerito la possibilità di diventare una guida per l'umanità, ed un riferimento morale per società tendenti costantemente a derive individualistiche. Solo chi è cosciente di cosa la Chiesa ha da offrire, non ha timore e non si cura di quanto le viene a mancare, perchè ha compreso che nulla dipende dalla sua volontà, e nessun merito le spetta di diritto. Ed è su questo punto che si manifesta l'altro aspetto del certosino lavoro dei mezzi di comunicazione di massa, capaci di trasformare una fisiologica quanto periodica diminuzione di "pubblico" e di "personale", in una inesistente crisi esistenziale. |
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Il numero di sacerdoti
in costante diminuzione nelle società occidentali, è un argomento di
cui sento parlare fin dai tempi del catechismo. E sinceramente sarei
portato ad essere maggiormente preoccupato per le adesioni in massa al
Sacerdozio, fenomeno a cui si assiste puntualmente, in ogni paese
povero in cui la Chiesa Cattolica si propone. Che la castità e la
rinuncia non stuzzichino le fantasie di società in cui la scelta è
ampia e variegata, non mi pare un fatto di cui stupirsi, ma che
al contrario rimarca l'assoluta validità delle condizioni alla base di
una scelta così delicata come il Sacerdozio.




