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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| mercoledì 17 settembre 2008 | |
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Forse ad alcuni viene più semplice che ad altri, forse alcuni si crucciano troppo delle opinioni che potrebbe attirare su di sè un pensiero messo nero su bianco. Forse è necessaria una massiccia dose di menefreghismo, verso un Italiano scritto, pregno di imperfezioni, ma totalmente indirizzato alla comunicazione, ed al fine principale della scrittura: trasmettere al lettore un messaggio comprensibile. Se penso alla mia professoressa di Italiano, ed alla sua colta penna rossa, con la quale tinteggiava i miei fogli protocollo, sottolineando interi periodi ritenuti "non adatti", "incomprensibili" se non drasticamente "errati", spero vivamente non venga a conoscenza dell'esistenza di questo blog, e dei numerosi articoli scritti dal sottoscritto. Sono certo che, se mai lo venisse a scoprire, cercherebbe una penna rossa computerizzata, con la quale sottolineare gli errori presenti in questo blog, e pasticciare così, anche queste pagine.
Eppure comunicare, è cosa di tutti i giorni per ognuno di noi. Nessuno è esente dal cimentarsi nella comunicazione, essendo l'uomo un animale sociale, e quindi predisposto ad interagire con i propri simili, articolando suoni distinti, a cui l'evoluzione ha donato un significato univoco. Ma allora, per quale motivo la maggior parte delle persone non si cimenterà mai nel mettere nero su bianco un pensiero? Io credo anzitutto, sia un problema di contenuti, a fermare la penna di molti. Non sapere cosa scrivere, come scriverlo e quante parole dedicare alla stesura di un concetto, penso siano i tre principali fattori, capaci di condizionare la possibilità di un'individuo, di trasformarsi, con il tempo, in uno scrittore. Credo sia meglio, in principio, non dar troppo peso a problemi, che sarebbe opportuno porsi solo dopo aver iniziato a cimentarsi con la scrittura, e non certo con un foglio bianco davanti, ed un archivio vuoto alle spalle. Cominciare con semplicità, riportando sulla carta le riflessioni più semplici, che durante la giornata ci sono venute alla mente, fermando in questo modo idee e spunti, che potranno essere sviluppati in seguito, se ritenuti ancora validi. Non accanirsi su di un testo che non ci riesce di portare a termine, ed evitare categoricamente citazioni, note e rimandi di vario genere, che oltre a venire solitamente scartati da chi legge, appesantiscono il testo, rendendolo difficoltoso. Pensare poi a priori, che un argomento sia banale, o privo di interesse, ancor prima di averlo sviluppato in un testo scritto, diventerà ben presto un muro invalicabile, che trasformerà ogni idea, in una pessima idea. Lasciare il giudizio a chi legge, ed essere pronti ad accettare le considerazioni negative, traendo spunti dalle stesse per migliorare il proprio stile e levigare le proprie opinioni, metterà in moto un meccanismo stimolante, che porterà a scrivere sempre più, e, si spera, sempre meglio. |
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A parte i ricordi, pur sempre rispettosi verso il lavoro e l'opinine di una persona preparata, colta ed esigente, come la mia professoressa di Italiano, ci si ritrova, a scuola finita, con la rara opportunità di mettere ancora nero su bianco qualche pensiero. I più, non prenderanno in mano una penna, per tutto il resto della loro vita, se non per mettere qualche firma in banca, o compilare la settimana enigmistica.




