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Gay Pride 2009 - A Torino è carnevale a Maggio Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 27 aprile 2009

Ho partecipato al Gay Pride di Torino nel 2007, quando la questione intorno allo svolgimento dei Gay Pride occupava pagine e pagine di giornali, tra i quali alcuni a difesa dell'evento, altri intenti a rimarcare quanto fosse fuori luogo una manifestazione simile.

Qualunque sia il proprio pensiero in merito, è giusto ricordare che il Gay Pride del 2007 si è svolto in tutta la sua cerimoniosa sfilata, senza alcun tipo di incidenti, scontri, o contestazioni. Anche se i Torinesi con il loro solito self control, preferiscono chiudere le finestre ed attendere la fine della tempesta, questo non ha impedito ai manifestanti di manifestare, ai fotografi di fotografare, ed al movimento gay di finire su tutti i giornali e su tutte le televisioni nazionali. Nè?

gay-pride.jpgHo partecipato al Gay Pride del 2007 non certo nelle vesti di omosessuale, ma accompagnato dalla fidanzata e da un folto gruppo di amici ed amiche, curiosi quanto me di vedere con i propri occhi quello che tv e giornali solitamente deformano, valorizzando eccessivamente un aspetto, e denigrandone cautamente un altro. Volevamo vedere con i nostri occhi quello di cui tutti i media stavano parlando, per poterci fare un'opinione personale, dopo che per numerose sere si era discusso tra amici dell'argomento, chi schierato da una parte, chi dall'altra.

L'argomento certamente è complesso, e non si può far finta che l'omosessualità non esista, tentando con forbiti giri di parole di relegarla tra le malattie contagiose, o ancor peggio, tra quelle mentali. Ma non è neppure accettabile voler far passare l'omosessualità come la normalità, equiparabile all'eterosessualità, che avendo come fine la procreazione, assume di diritto una posizione insormontabile all'interno di una società che si propone aspettative per il futuro.

Avendo partecipato al Gay Pride in prima persona, posso garantire al riguardo del pacifico e goliardico svolgimento della manifestazione, più simile ad una parata carnevalesca, che ad un tentativo di pubblica sensibilizzazione. Osservando un Gay Pride, si può dedurre che essere omosessuali equivale ad essere nel migliore dei casi una checca, se non un travestito.

L'omosessualità del Gay Pride è pur sempre ostentata in atteggiamenti, movenze, e costumi caratteristici, che allontanano fortemente una sfilata di sensibilizzazione dal suo fine principale: avvicinare le persone comuni ad una realtà discriminata, poco conosciuta, e della quale molti hanno una pessima opinione.

Ed e proprio su questo punto che non riesco a comprendere gli omosessuali. Alla luce dei numerosi sforzi per uscire dall'ombra che avvolge la loro posizione nella società, affrontare la piazza rifugiandosi nel travestimento non credo costituisca un vantaggio, o un punto segnato in favore della credibilità e del dialogo verso quella parte di società dubbiosa, se non intollerante.

Visto con gli occhi di una comunicazione credibile, è un pò come trovarsi di fronte ad un medico con rossetto e tacchi a spillo, intento a comunicarci il nostro stato di salute. Per quanto preparato e dedito al lavoro possa mai essere tale dottore, è fuori da ogni dubbio che agli occhi della maggior parte dei pazienti, il suo aspetto farebbe perdere credibilità alle sua parole. E spero nessuno si stupisca di questo.

Se anche quest'anno il Gay Pride si limiterà ad essere una sfilata in costume, non ci si potrà sorprendere che le persone comuni, guardando, si chiedano per quale motivo a Torino il carnevale è stato spostato a Maggio?

La comunicazione ed il confronto, passano attraverso delle regole che sono valide al di là dei temi e dei soggetti intenti a comunicare e a confrontarsi. La comunicazione ed il confronto cominciano, quando ancora nessuno ha pronunciato una sola parola.

 

Commenti 

 
0 #8 Maurizio Caudana 2009-05-09 18:34 Ciao Clox,
certamente hai ragione, io ne so molto poco del mondo omosessuale come ne so poco di numerose altre realtà che mi circondano.

E speravo che una manifestazione pubblica di grande impatto come un Gay pride potesse offrirmi qualche spunto per capire.

Ed è su questo punto che insisto. Non mi interessano le motivazioni e le visioni personali di chi partecipa e conosce il Gaypride.

Io sono l'uomo qualunque, che passeggia per la sua città e riflette su quello che vede, e tenta di descrivere il modo in cui lo ha visto. Con i suoi limiti e con la sua ignoranza.

Ma non sono io quello che sta manifestando. Io recepisco un messaggio che non è quello che tu mi hai scritto a parole nel commento. Il messaggio che recepisco è quello che ho esposto nell'articolo.

E mi chiedo se al mondo omosessuale non interessa trasmettere un messaggio differente da quello che ho recepito io?

Che è certamente il più immediato, mediatico, banale, e semplice da cogliere per chi osserva, ma anche il più comune e popolare.
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+2 #7 clox 2009-05-08 17:19 Credo che i tuoi dubbi siano più che fondati, però vorrei che riflettessi sul perchè si è scelto un metodo di comunicazione simile credi che i gay siano stupidi e decidano di farsi deridere volontariamente ? evidentemente non sai molto del mondo gay altrimenti sapresti che essendo la parola gay inizialmente il riconoscimento di una perversione mentale il tentativo carnevalesco come lo chiami tu è più che altro un modo per alleggerire una manifestazione che non ha le pretese di far cambiare idiea agli omofobici, per quello ci sono iniziative culturali sicuramente più efficaci solo a torino ci sono 16 associazioni.
Io ritengo che il messaggio sia questo: "Ehy guardateci tutti lo vedete noi esistiamo siamo sani felici e ci divertiamo nonostante la maggioranza di voi che non sfilate ci ignori e nelle peggiore delle ipotesi ci insulti.
Noi siamo qui a festeggiare il nostro orgoglio e si credo che musica e tutti i colori dell'arcobaleno dicano una cosa importante: NOI FELICI DI ESSERE GAY!!"

Un'ultima cosa ti ricordi il significato che davi al carnevale quando eri bambino e non avevi preconcetti ad oscurarti la mente eri felice è una delle feste più amate proprio perchè ci si diverte ognuno diventa ciò che vuole e per un arttimo non è più se stesso…

io credo che servirebbe molto di più un ETERO PRIDE
Piuttosto che giudicarci come dei babbei con la mania del travestismo, la prossima volta che andrai al gay pride balla ridi scherza e incontra persone che nella vita non vedrai mai perchè vengono ghettizzate proprio dal mondo etero di cui tu sei un saldo sostenitore
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+4 #6 Caposkaw 2009-04-30 16:32 curioso!
i gay non vogliono sentirsi dire che sono ridicoli anche quando sono ridicoli…
eccesso di autostima?
tanto per far notare quanto è un atteggiamento diffuso:
.../che_senso_ha_concedere_il_patr.html
dice le stesse cose che dici te, e notare le reazioni!
http
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+8 #5 Maurizio Caudana 2009-04-29 09:00 Tycooko non solo è sfrenato il tuo vittimismo, ma è anche un pò sfigato… Fantozziano direi.

Quando una persona scende in piazza a manifestare, deve aspettarsi la reazione dell'ambiente circostante: altrimenti cosa manifesti a fare? Per sentirti dire bravo, hai fatto bene ed era tutto splendido?

La mia non è certo una critica alle intenzioni. La mia è una critica al metodo comunicativo.

Poco efficace, permettimi di dirlo.

Sempre che la libertà di espressione non sia una tua prerogativa…

Maurizio
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-4 #4 tycooko 2009-04-28 22:07 "Tycooko il tuo intervento è fazioso"
Mi chiamo Tycooko, mica Napolitano. Perché avrei dovuto scrivere un intervento diplomatico?
"Il vittimismo fà comodo soprattutto a chi non ha nulla da dire?"
Ah già. Dimenticavo la difesa mediante uso della parola "vittimismo". Ogni volta che un uomo gay critica la visione eterosessista predominante, è "vittimista", ma se un uomo etero critica un aspetto della cultura gay, sta tentando di essere costruttivo e dobbiamo prendere i suoi "consigli" come perle preziose e, perché no, ringraziarlo, perché noi gay mica le sappiamo organizzare le nostre vite per conto nostro, ci serve la 3.564esima critica dell'etero di turno.
Magari prima studiati ciò di cui parli senza sapere: vedi quali eventi abbiano scatenato la manifestazione del Gay Pride, impara chi fu Sylvia Rivera, il Gay Liberation Front e la Gay Activists' Alliance, poi ne riparliamo.
Da ateo, non ho mai rotto le scatole agli invasati che a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, in occasione della festa dell'Assunta, sfilano per le vie della città battendosi ripetutamente e per oltre dodici ore il petto con una spugna di sughero con trentatré chiodi, riempiendosi di sangue. Mi pareva che i "perversi" fossimo noi, ma non saprei come definire gente che trova un uomo con una gonna più disturbante di uno che si maciulla la pelle fino a svenire. Boh.
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+5 #3 Maurizio Caudana 2009-04-28 13:08 Tycooko il tuo intervento è fazioso, e non rispetta per nulla il tono del mio articolo. Il vittimismo fà comodo soprattutto a chi non ha nulla da dire…

Luca, non capisco per quale motivo i Gay Pride di tutto il mondo, vengono rappresentati da Checche e travestiti in prima fila?

L'errore a mio avviso non è in chi osserva, ma in tutti quei partecipanti (in "borghese"), che si lasciano rappresentare da altri, (che certamente hanno diritto di stare li), senza offrire spunti differenti a chi osserva, per poter valutare in altro modo questo genere di manifestazioni.
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-3 #2 tycooko 2009-04-28 11:08 Infatti è proprio su questo punto che non capisco gli Indiani. Dopo tutti gli sforzi fatti per sterminarli tutti, ancora non hanno afferrato che se continuano a vestire con quei loro ridicoli stracci e quelle piume, già partono male. Perché non possono assomigliare un po? di più a noi cowboy, così, anche per riverenza nei nostri confronti, noi che ci siamo autonominati loro capi? Citazione
 
 
+2 #1 luca 2009-04-27 16:30 scusa ma tu e i tuoi amici come ci siete andati al gaypride? suppongo in abiti "borghesi" così come io e il mio boy (non a quello di torino ma roma e bologna), così come tanti altri che c'erano…

il dubbio se sia utile un gaypride così com'è è legittimo ma forse tendiamo a commettere lo stesso errore dei giornalisti che vengono a documentare l'evento: notiamo solo le checce e i travestiti (che hanno tutto il diritto di stare li) e non le tante persone "normali" (la maggior parte)…
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