Senza figli non si è in gioco.

Se un libro trattasse il dramma di chi un figlio lo avrebbe voluto, ma non lo ha potuto avere, capirei l’argomento e mi toglierei il cappello. Ma in questo libro  si vuole disquisire se il NON avere figli sia una condizione umana degna di nota, a prescindere dalla possibilità o meno di concepire.

Dai commenti all’articolo di presentazione, leggo grande confusione ed enorme ignoranza su concetti come sacrificio e dono di se, confusi con la costrizione di chi non ha motivi per farsi carico degli altri.

Degna di nota e di analisi sarebbe l’indifferenza alle problematiche famigliari da sempre dimostrata dalle Istituzioni, e la carenza di servizi essenziali a sostegno delle mamme.

La situazioni odierna delle mamme rispetto al posto di lavoro è scandalosa, da far west, con i costi di base più alti della media europea (pannolini, latti, e prodotti per l’infanzia), ed asili nido onerosi e con servizi scadenti per una donna che al terzo mese deve tornare al lavoro, (come è possibile che alcuni nidi comunali prendano solo bambini con un anno compiuto?).

Pensandoci però, in un momento in cui i cani hanno più diritti e testimonial dei bambini, non mi stupisce l’uscita di un libro del genere…

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