L’arbitrarietà del Pontefice, il valore della Scomunica e i Mafiosi

Il Papa innovatore, quello che per molti dovrebbe dare uno scossone alla Chiesa, ha deciso alla stregua dei suoi predecessori e nel pieno dei propri poteri, “nonostante qualsiasi cosa in contrario”, di concedere il perdono a chi abbia procurato l’aborto, e pentito di cuore ne faccia richiesta.

Chiaramente poco importa che qualcuno abbia qualcosa in contrario, lo afferma lo stesso Pontefice, ma contrariare se stessi mette in dubbio le facoltà di discernimento, oltre che provocare molta confusione Scomunica Comunistinell’uditore.

La confusione nasce dalla scomunica imposta a suo tempo a “Chi procura l’aborto ottenendo l’effetto” (Can 1398), e sarebbe il caso di specificare che sia proprio il Pontefice a decretare i casi di scomunica.

Di fronte al caso specifico nascono naturalmente domande correlate, tra le quali la più pressante è questa: e gli altri scomunicati? Quale la differenza tra chi sia pentito di cuore per aver causato aborto, e chi sia pentito di cuore per aver commesso altre azioni meritevoli di scomunica?

Che la decisione sia arbitrale è ovvio, ma la mancanza di equità genera mostri più di quanto non faccia una Scomunica. D’altro canto, il peso della scomunica nella società moderna è quantomeno rilegato in ambito privato, e fortunatamente non si ha più alcuna ripercussione pubblica in seguito a questa condanna Latea sententiae, una sorta di gogna immediata e spesso ad personam, utilizzata non di rado con fini politici nel corso della storia.

Questo per dire che nonostante la scomunica a chi provoca aborto sia già datata, i numeri dell’aborto non sono diminuiti, e la discussione tra abortisti ed antiabortisti è rimasta in stallo, tra il soddisfare le esigenze di chi ne fa richiesta, e tentare di sensibilizzare l’animo di chi non ha anima neanche per se stesso.

Lo stesso misero turbamento provocato ai mafiosi, che dal giugno del 2014 sono scomunicati anch’essi, ma che non hanno la medesima occasione di riscattarsi di fronte ad un Sacerdote che ha facoltà, per delega Pontificia, di perdonare un crimine commesso contro altri.

Chissà cosa penserebbero i perseguitati dalla Mafia, se una mattina svegliandosi, il Papa concedesse anche ai mafiosi questa opportunità?

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