La NSA ci spia? Ma come sta la tua privacy?

Quando ero bambino il database pubblico maggiormente diffuso era l’elenco telefonico, e molte famiglie facoltose già ai tempi difendevano la propria privacy cancellando dall’elenco il proprio nome. La notizia che un governo alleato sia dedito allo spionaggio capillare degli amici politici è questione assai spiacevole e spinosa, ma al di là dei commenti giornalistici rimane un problema dei governi Europei, che hanno scoperto le carenze del loro sistema di intelligence quando hanno dovuto usufruire delle rivelazioni di Snowden per venire a conoscenza del problema.

_logoRestando in un contesto più vicino ai cittadini, se in passato si condivideva pubblicamente il proprio nome, indirizzo e numero di telefono quasi come un obbligo sociale da onorare ad ogni costo, oggi i social network ci hanno convinto a contribuire volontariamente alla violazione della nostra privacy, rendendola un qualcosa di indefinito ed indifendibile, se non a costo di auto imporsi grandi limitazioni.

Per comprendere quanto possa essere pericolosa e incerta questa condizione nell’ottica della privacy, vi invito a fare un piccolo esperimento utilizzando Facebook, e scegliendo nel gruppo un utente sconosciuto, che per comodità avrà l’unica caratteristica di abitare nel nostro comune. A questo punto scorrendo interessi, fotografie, e leggendo gli interventi pubblicati, proviamo a rintracciare lo sconosciuto di Facebook nella vita reale, e improvvisiamoci detective per un giorno con questo innocuo esercizio. Ci accorgeremo di quanti pochi siano i profili curati in modo da non poter soddisfare questo genere di ricerca, e non consentire quindi al primo sconosciuto di raggiungerci e osservarci da lontano con una nostra fotografia nelle mani.

Siamo ancora sicuri che il vero problema sia l’NSA? Siamo sicuri che la nostra vita “social” non sia il peggior autogol alla violazione della privacy? E infine quanto ci siamo esposti a questo pericolo nel compilare i nostri profili? Meglio controllare e sistemare gli aspetti critici per porre maggiore attenzione in futuro a ciò che di noi rendiamo pubblico.

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