Una domanda a chi è in cerca di alieni

Di fronte agli innumerevoli documentari, libri e trasmissioni tv dedicate agli avvistamenti di oggetti non identificati, non si può evitare di porsi qualche domanda al riguardo e di prendere una posizione, qualunque essa sia. Pare non ci sia più il dubbio se questi oggetti volanti esistano o meno, ma solo la curiosità di riuscire a vederli, di riuscire in qualsiasi modo a dimostrarne l’esistenza.

neuralizzatore-standardDal dopoguerra ad oggi avvistamenti continui, anche di massa, hanno alimentato la curiosità del pubblico senza mai migliorare in qualità, con riprese o fotografie puntualmente sfocate, mosse o troppo distanti per essere definite in modo chiaro. Un punto che lascia perplessi considerando i numerosi satelliti dotati di videocamere ad alta definizione in rotazione perenne attorno al nostro pianeta.

Il discorso si fa lungo e carico delle congetture necessarie a supplire la totale mancanza di certezze. Si giunge presto ad affermare che sia volontà degli alieni non essere visti e riconosciuti, per non turbare gli equilibri ed il quieto vivere di noi esseri umani. Si può dire in realtà qualsiasi cosa partendo da un cumulo di congetture, ma l’unico interrogativo realistico è quasi tabù tra gli appassionati dell’argomento: cosa vogliono?

Non si può credere che esseri senzienti arrivati da molto lontano abbiano speso tecnologie e risorse per affrontare un lungo viaggio e rimanere infine nascosti ai nostri occhi per spiarci, quasi fossimo animaletti in una teca. Non lo si può credere perché è contrario a qualsiasi logica legata alle dinamiche di spostamento di ogni essere vivente, senziente o meno.

Da questo presupposto non credete sia passato ormai troppo tempo per credere che qualcuno o qualcosa scorrazzi per i nostri cieli preoccupandosi di restare nascosto, quando ormai tutti gli esseri che vivono sul pianeta credono di poterli avvistare, e si sono posti domande sulla loro esistenza?

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