B fuori, ma il PD non ha nulla da festeggiare

Mi è parso assai strano nella serata di ieri e nelle aperture dei giornali di oggi, non trovare alcun riferimento alle piazze gremite dai simpatizzanti del Pd in festa per la definitiva uscita di scena del terribile B. Anzi, l’assurdo si è manifestato in una piazza gremita dai sostenitori di B, che senza alcun timore di scontri o disordini con gli avversari politici, hanno manifestato il loro dissenso con pacate simbologie da salotto come il vestito a lutto.

pd-frantumiMa quelli che dovrebbero essere gli avversari politici non solo hanno evitato di offrirci una sana dimostrazione di gioia per quanto avvenuto, ma si sono persino crucciati per le difficoltà a cui il Governo andrà incontro nei giorni a venire.

La serie di dichiarazioni degli esponenti della sinistra lasciano sbalorditi non solo per la pacatezza delle affermazioni, ma soprattutto per l’incapacità di reagire, e per la manifesta mancanza di una strategia politica che non abbia Silvio come fulcro e sappia portare il paese verso una nuova visione politica.

Persino Rosy Bindi, la donna in assoluto più insultata da Berlusconi (è più bella che intelligente .ndr), è riuscita a formulare una frase di circostanza che avrebbe funzionato bene per le esequie di un campione sportivo: «Per il governo comincia una fase più difficile, non più facile».

L’unico in realtà ad aver guardato avanti è stato Enrico Letta che nella decadenza ha visto l’occasione per affermare di avere una maggioranza più coesa, anche se realisticamente dovrebbe prima verificare di avere ancora una maggioranza che consenta al governo di tirare avanti, e viste le dichiarazioni di chi questa maggioranza la sostiene, mi pare ci sia troppa nostalgia nell’aria per poter cantare vittoria.

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