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Fabbrica Italia si farà con Marchionne a capo dei Sindacati Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
Mercoledì 06 Ottobre 2010 08:15

Sembra una barzelletta quella riportata dai quotidiani sulla vicenda "Fabbrica Italia", lo slogan coniato dalla Fiat per annunciare un investimento da 20 miliardi di euro sul territorio Italiano. Sono mesi che questo slogan viene utilizzato dall'azienda Torinese per annunciare tutto ed il suo contrario, tanto che ancora non si è capito se Marchionne ed il suo staff abbiano davvero la disponibilità economica che dichiarano, così impegnati a trovare scuse per rimandare la partenza del progetto.
Fiat_premarchionneL'argomento principale in casa Fiat riguarda le sigle sindacali, predilette per conferenze stampa e titoli di giornali, mosse a scusa per lasciare il progetto in bilico, quasi la sua realizzazione dipendesse dai sindacati e dai lavoratori.
Il messaggio è lo stesso da mesi, e pare non bastare il tacito assenso dei sindacati, presenti alla discussione ma senza argomentazioni e senza alcun peso contrattuale
Si è tirata in ballo persino la "governabilità degli impianti", come se l'azienda stesse vivendo oggi le movimentazioni sindacali di trent'anni fa, e fosse impaurita da tanto fermento. Quasi la Fiat avesse trascorso gli ultimi vent'anni tra i problemi sindacali anzichè essere fuggita all'estero. L'accanimento verso le sigle, resta l'unico appiglio disponibile per giustificare un'eventuale ritirata, con motivazioni che a ben vedere sfiorano il ridicolo.
Come il gran polverone sollevato per i tre sindacalisti di Melfi, reintegrati dal Giudice sul posto di lavoro, e minacciati a mezzo stampa dallo stesso Marchionne di esser lasciati fuori dall'azienda, nonostante la sentenza. 
"L'unica cosa che chiediamo è la garanzia di poter gestire i nostri stabilimenti in maniera affidabile e normale. Speriamo che la magistratura non si faccia condizionare dai mass- media".
Con questa dichiarazione si è voluta concludere la scabrosa vicenda che ha coinvolto i tre sindacalisti, colpevoli di "aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno". Per questo motivo la Fiat ha dubitato di voler dare il via a Fabbrica Italia, e a ben vedere questi 3 sindacalisti di Melfi potrebbero mettere in crisi anche il Parlamento Italiano tanto i loro boicottamenti sono influenti.
Avanti di questo passo, quando a capo dei Sindacati sarà finalmente il nostro Marchionne, si dovrà sperare che nessun vigile vorrà fargli una multa, che nessun operaio vorrà mettersi in mutua, che i tempi delle pause caffè verranno rispettati, e che tutti salutino il "reverendissimo" Marchionne con un inchino al suo passaggio; altrimenti Fabbrica Italia non partirà.
 

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