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Non è tutto oro quello di Wikileaks Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
Lunedì 29 Novembre 2010 23:22

Seguendo l'onda delle rivelazioni bomba offerte da Wikileaks, a nessuno pare strano di esser venuto a conoscenza dell'ormai famosissimo sito attraverso i soliti media, e non in seguito a segnalazioni o rimbalzi della rete.
Il sito che nasce nel 2007, solo un anno più tardi è già investito del suo ruolo messianico con il lancio delle prime rivelazioni, rilanciate con immediata decisione da note testate giornalistiche come il New Yorker.
Wikileaks_logoAncora più stamba e singolare, è stata la reazione unanime e preventiva delle amministrazioni di mezzo mondo, eccessivamente preoccupate da non ben definite fughe di notizie.
L'unica reazione opportuna, (per quanto gli Italiani la reputino un classico), e quella offerta dal nostro Presidente del Consiglio, che per una volta almeno con il suo minimizzare, ha offerto una voce ragionevolmente fuori dal coro di fronte a notizie che secondo molti non hanno rivelato nulla di nuovo fin'ora.
Altrettanto strana è la scelta di divulgare le notizie distillandole in tre tempi, dalle semplici curiosità di questi giorni, in un crescendo che porterà alle rivelazioni delle prossime settimane, che sembrano avere l'intenzione di tenere alto l'audience, creando il caso mediatico del momento senza offrire elementi consistenti.
Senza avere l'esigenza di credere o meno vero l'evento Wilkileaks, trovo ci siano molti indizi contrari alla tesi del sito web indipendente e svincolato dalla censura imposta dai Governi, al quale migliaia di fonti anonime e libere fornirebbero materiale sensibile.
Con la sete di informazioni che facciano luce sui più grandi misteri del nostro tempo, da Ustica alle torri gemelle, da Calvi all'attentato a Kennedy, che si giochi a nascondino millantando rivelazioni scomode, potrebbe sembrare poco gentile verso tutti quelle persone che per un motivo o per un altro, attendono una Giustizia che pare non arrivare mai.
 

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