| Negozi aperti la Domenica, per Italia 150 anche la notte |
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| Varie |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Lunedì 08 Novembre 2010 13:30 |
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Quella dei negozianti è una situazione quanto mai grottesca, nella quale la politica non ha fatto altro che rimestare finte soluzioni, che oltre a non risolvere i problemi della concorrenza delle grandi catene, (volute dalla stessa classe politica), finiscono per gravare sulle spalle di chi in un negozio svolge la propria professione. Da anni ormai ci siamo abituati alle aperture "straordinarie", ai grandi centri commerciali aperti la Domenica e i festivi, e non sono pochi i clienti che domandano al negoziante sotto casa se terrà aperto il tal giorno, notoriamente festivo. Quella dei commercianti è una professione vessata da mille problemi, legati anzitutto alla spietata concorrenza delle grandi catene di distribuzione, e alimentati ancor più da iniziative politiche prive di una logica condivisibile. Come ad esempio consentire le aperture domenicali ai grandi centri invece che concederle solo ai negozianti, ma senza imporre l'apertura, che in alcune zone e per alcuni generi sarebbe più un peso che un vantaggio. La politica invece è tutt'altra, è vede la proposta di imbarazzate iniziative rivolte ai negozianti per rincorrere la concorrenza delle grandi distribuzioni, che grazie alle dimensioni ed al numero di dipendenti, potrebbero tenere aperto 24 ore su 24, come storicamente accade nei paesi anglosassoni, e nella vicina Spagna.La differenza tra una iniziativa "straordinaria" e un'opportunità offerta dalla legge, è che nel primo caso si fa fede sulle proprie risorse per affrontare la straordinarietà della situazione, mentre nel secondo caso ci si deve attrezzare per affrontare un vero e proprio cambiamento. Nel primo caso si chiederanno quindi straordinari ai dipendenti in vista dello sforzo da affrontare nel breve periodo, e nessuno penserà ad assumere altro personale per coprire i nuovi turni, in quanto temporanei ed eccezionali. Con il trascorrere degli anni lo straordinario si è trasformato in ordinario, e ad oggi nessuno più si domanda se durante il periodo Natalizio i negozi saranno aperti la Domenica, anzi, ci si stupisce che in quel periodo vengano effettuate le chiusure settimanali. Oggi che a Torino vengono proposte le aperture notturne per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, da un lato si vorrebbe credere nella bontà dell'iniziativa e nell'opportunità che questa offre a tutti i commercianti, ma visto l'andazzo degli ultimi anni, nessuno si stupirebbe che le aperture notturne straordinarie, diventassero anch'esse un'abitudine da far pesare nuovamente sulle spalle di chi un lavoro ce l'ha già. Per lo meno, di pari passo a queste concessioni, sarebbe opportuno verificare che nuove assunzioni accompagnino l'adesione a queste iniziative, che altrimenti non servirebbero ad altro che ad aumentare la sensazione che il lavoro e lo sfruttamento siano concetti fraintendibili. |



La politica invece è tutt'altra, è vede la proposta di imbarazzate iniziative rivolte ai negozianti per rincorrere la concorrenza delle grandi distribuzioni, che grazie alle dimensioni ed al numero di dipendenti, potrebbero tenere aperto 24 ore su 24, come storicamente accade nei paesi anglosassoni, e nella vicina Spagna.