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Museo Lombroso di Torino - Il vero volto del razzismo Stampa E-mail
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Cultura
Scritto da Maurizio Caudana   
Venerdì 14 Maggio 2010 08:35

Grazie all'apertura ed alla presentazione del museo Lombroso di Torino, ho compreso le origini storiche e pseudoculturali di un'abitudine che in Piemonte è molto diffusa ancora oggi. Dire, "quel tizio ha una faccia da delinquente", non in tutte le regioni assume lo stesso significato e lo stesso peso.
I tratti somatici di un individuo, la sua espressione, il taglio dei capelli, la forma delle orbite, le dimensioni del cranio, determinano ancora oggi, (seppur in forma quasi inconscia), una sorta di pregiudizio nei confronti di un'individuo che nemmeno si conosce. Accade ovunque, ma se devo essere sincero, nella mia regione questo aspetto continua a mantenere una certa rilevanza: ma non parlo solo dell'aspetto fisico, e dell'ordine esteriore di un individuo.
lombroso_delinquentiParlo della presunzione radicata nel pensiero comune, di poter individuale le caratteristiche morali di una persona dal suo aspetto fisico, e dalle espressioni del volto.
Come dicevo, oggi giorno non ne rimane che un residuo culturale inconscio, che si manifesta raramente in atteggiamenti di diffidenza, nulla di più.
Scoprire che dietro questo credo ci sia un ramo della scienza che per diversi anni ha avuto credito presso il mondo accademico, mi fa comprendere quanto la società possa essere influenzata dal pensiero scientifico dominante, e quanto quest'ultimo, alle volte, possa prendere degli abbagli dai quali è opportuno cautelarsi.
I reperti del museo Lombroso risalgono al Risorgimento Italiano, ed appartengono a detenuti e criminali di vario genere, tra i quali numerosi briganti meridionali ritenuti dei fuorilegge, e dunque "meritevoli" di essere catalogati scientificamente.
Tenuto aperto per quasi 80 anni, venne chiuso nel 1947 e dimenticato per i successivi 50 anni. Riaperto nel 2009, il museo è presentato come un occhio critico e distaccato verso una certa scienza, vista con favore dai regimi del XX secolo, e non ancora debellata del tutto ai giorni nostri, pensando ad esempio all'eugenetica.
Il museo Lombroso consente di posare lo sguardo sulle follie di cui la Scienza è capace, e su di un personaggio accademico riconosciuto per molti anni come un pioniere nello studio dei tratti somatici in relazione al crimine.
Pensando che questa filosofia scientifica abbia alimentato e sostenuto i miti della razza nell'era dei grandi totalitarismi europei, pare strano che a qualcuno appaia fuori luogo questa esposizione, nella città e nella regione che sono state in prima linea nella lotta al Nazifascismo, ed ancor prima nella conquista dell'Unità d'Italia.
 

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