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Il matrimonio tra omosessuali è incostituzionale Stampa E-mail
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Cultura
Scritto da Maurizio Caudana   
Lunedì 26 Aprile 2010 10:43

A più di una settimana dal lancio di questa notizia, si può constatare non aver suscitato scalpore, e non aver smosso l'agguerrita critica Italiana nel solito gioco all'ultima parola. Nemmeno le associazioni Gay si sono espresse sulla sentenza della Corte Costituzionale, in merito ad un ricorso presentato dal Comune di Venezia e dalla corte d'Appello di Trento che, appellandosi agli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione, tentavano di dimostrarne la violazione negando il "diritto" al Matrimonio alle coppie omosessuali.
fedi_nuzialiLa Corte Costituzionale ha finalmente messo una pietra sopra ad una discussione che durava ormai troppi anni, e che vedeva contrapporsi le esigenze di pochi alla consapevolezza dei molti, convinti fin dal primo giorno che il Matrimonio e la famiglia fossero una questione tra uomo e donna, e non una semplice scelta personale ed indiscutibile tra due individui.
Proponendo la novità di questa sentenza nelle discussioni pubbliche, ci si trova di fronte alla mancanza di parole che possano continuare a sostenere la legittimità del matrimonio tra omosessuali, riducendosi ad affermazioni sterili, con le quali si vorrebbe affermare che, (comunque sia), l'amore tra due individui non potrà mai sottostare ad alcun confine a norma di legge. 
Anche io sono convinto di questo, e sono felice che nessuna legge possa distruggere i sentimenti. Ma sono anche felice che sia stato chiarito una volta per tutte che il matrimonio non è solo il riconoscimento del sentimento tra due individui, ma è il presupposto per la famiglia che, (così come intesa nella Cultura e nella Costituzione Italiana), vuole la presenza di un uomo e di una donna, oltre che la volontà di procreare figli che sappiano completare il quadro familiare, e contribuiscano ad arricchire la società garantendone il futuro.
Ora restano in sospeso le innumerevoli iniziative intraprese dai singoli comuni, (amministrati solitamente dal centro/sinistra), che hanno voluto offrire la possibilità di un riconoscimento ufficioso alle coppie omosessuali che lo avessero desiderato. Non meno imbarazzante risulta la partecipazione in veste ufficiale ad un matrimonio gay del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, colto come l'ennessima occasione per legittimare il desiderio di equiparare la coppia Gay, alla famiglia tradizionale.
Ed immagino l'imbarazzo nell'aver sostenuto in onore delle convinzioni personali, iniziative e manifestazioni che a ragion veduta erano incostituzionali, e quindi illegittime. Persino i giornalisti e gli uomini politici che solitamente si ergono a difensori della costituzionalità, su questo argomento hanno taciuto, nella più tipica disonestà all'Italiana.
Si constata nuovamente la strana quanto efficace influenza del mondo omosessuale sulla cultura e sui media, tanto da monopolizzare per lunghi periodi la discussione politica con argomenti che, (oltre a non far presa sulle persone comuni), risultano infine contrarie alla Costituzione, tanto cara a tutti fino a che, cambiandola, si metta in salvo il tornaconto personale. Di necessità, virtù.
 

Commenti 

 
+1 #1 nico 2010-05-07 19:03
Premetto che essendo eterosessuale questa sentenza non mi interessa direttamente. Però allo stesso tempo mi spiace molto che in una socetà evoluta e moderna come la nostra, che ha fatto molti passi avanti sui diritti e l'uguaglianza delle persone, gli individui omosessuali non si vedano riconosciuti i nostri stessi diritti in materia matrimoniale.

Voglio porre l'attenzione su un punto solo; è interessante come in quella sentenza si sia voluto imprimere perentoriamente nella mente delle persone che il matrimonio è una questione tra uomo e donna, e non una semplice scelta personale ed indiscutibile tra due individui. Perchè l'ordinamento giuridico italiano, dove viene affermata questa tesi, è lo stesso in cui un uomo e una donna possono sposarsi pur mantenendo reciprocamente relazioni con persone al di fuori della coppia; chiedo io: in questo caso il matrimonio non figura ugualmente come una scelta personale ed indiscutibile tra 2 individui che pure mantenendo relazioni sessuali con altri soggetti, soddisfino lo sfizio di sposarsi per chissà quali motivi?

A questo punto mi pare che l'ordinamento italiano legittimi solo alcune scelte personali ed indiscutibili, cioè quelle che sono corroborate dalla opposta sessualità dei 2 nubendi. Io la chiamo discriminazione , non so voi...
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0 #2 Maurizio Caudana 2010-05-10 11:00
Il matrimonio non implica la certezza del successo della vita matrimoniale. Quindi il discorso delle relazioni multiple non ha alcun senso...

Che sia una questione tra uomo e donna mi pare ovvio, alla luce della necessità dei figli per completare il nucleo famigliare.

La discriminazione semmai è inversa.

E' la famiglia tradizionale ad essere messa da parte, sminuendo il ruolo essenziale che ha sempre avuto e che ha tutt'ora nella nostra società. Grazie al Matrimonio
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