| Socrate e Ratzinger - Dio è la Verità o la Verità è Dio? |
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| Cultura |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Giovedì 15 Aprile 2010 17:03 |
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Non è mia abitudine scrivere ad un giornalista in merito ad un articolo letto su di un quotidiano. Ma alcune volte, alcuni giornalisti, riescono ad andare un pò più in là del solito, tentado di percorrere strade poco battute, azzardando analisi fuori dagli schemi. E' quello che ha fatto Ferdinando Camon in un articolo apparso su "Il Fatto Quotidiano" del 13 Aprile 2010, dal titolo "Socrate e Ratzinger", al quale è seguita una mia osservazione, che a quanto pare è risultata interessante allo stesso Giornalista. Di seguito l'articolo apparso sul quotidiano, e la mia osservazione. Socrate e Ratzinger di Ferdinando Camon - "Il Fatto Quotidiano" 13/04/2010 La lettera del cardinale Ratzinger, pubblicata da tutti i giornali, con la quale l'allora responsabile della Congregazione per la Dottrina delle Fede risponde sul problema di dispensare dagli oneri sacerdotali il reverendo Miller Kiesle, colpevole di pedofilia, invitando a prender tempo e a tener presente anche il bene della Chiesa Cattolica, è un importantissimo documento storico. Perché dimostra che il cardinale (come il papa precedente, come il papa precedente ancora) avvertiva nell'affrontare i casi di pedofilia tra i preti lo scontro tra due beni: il bene delle vittime e il bene della Chiesa. I due beni non vanno d'accordo, chi ha il potere di decidere deve scegliere: o protegge le vittime danneggiando la Chiesa, o protegge la Chiesa abbandonando le vittime. Una sconosciuta lettrice ha mandato a un giornale una letterina semplice semplice in cui espone un problema terribile per il cattolico credente. Dice: "Anch'io, se sapessi che un prete commette atti di pedofilia, non lo denuncerei alla giustizia civile ma solo alla chiesa, perché prima di dire o fare qualcosa, mi pongo sempre la domanda: a chi giova, a Dio o a Satana?". Non denunciando, eviti un oltraggio alla Chiesa, e questo è bene, Dio lo gradisce e lo chiede. Denunciando, fai uno scandalo enorme, la Chiesa resta colpita, e questo è Satana che lo chiede e lo gradisce. C'è un librino esile che nessuno cita (e questo mi stupisce), centrato in pieno sul problema di fronte al quale si trova Ratzinger, e prima di lui gli altri papi. È un dialogo di Socrate intitolato "Eutifrone". Eutifrone è un sacerdote, Socrate lo trova per strada (il sacerdote sta andando a testimoniare in non so qual processo), lo ferma e impianta una discussione su questo tema: un'azione è buona perché piace a Dio, o piace a Dio perché è buona? Eutifrone, da buon sacerdote, risponde: un'azione è buona se piace a Dio. Socrate cerca di spostarlo sull'altra risposta, ma non fa in tempo, il dialogo s'interrompe. C'è un film di qualche anno fa intitolato "Water", acqua, e ambientato in India, in cui per pochi minuti, tre-quattro, appare Gandhi. Non c'entra niente con la trama del film, ma passa in treno, la gente accorre per salutarlo, lui scende per compiacerla, fa pochi passi e regala una briciola si saggezza. Dice: "Fino a ieri credevo che Dio fosse la verità, oggi so che la verità è Dio". È un salto enorme. Il salto che Socrate cerca di far fare ad Eutifrone. Il salto che Paolo VI non ha fatto, né Giovanni Paolo II, né Ratzinger fino alla lettera ai fedeli irlandesi di poche settimane fa. Se una cosa è buona perché piace a Dio, allora non-denunciare non solo non è una colpa, ma è un merito. Se c'è da scegliere tra Dio e la Giustizia, scegliendo il primo scegli anche la seconda. Solo la lettera ai fedeli irlandesi rovescia questo principio. Perché dice ai preti pedofili: « Dovete rispondere davanti a Dio onnipotente, come pure davanti ai tribunali debitamente costituiti». Non è più vero che, se s'è da scegliere tra Dio e giustizia, scegliendo il primo scegli anche la seconda. È vero l'inverso: scegliendo la giustizia scegli Dio. La lettera pubblicata ieri e firmata da Ratzinger è del 1985, allora tutta la cultura cattolica (tranne quella del dissenso) era vincolata a scegliere Dio, con ciò scegliendo il bene. Spostarla a scegliere il bene, nella convinzione che lì sta Dio, è un'operazione titanica, per la quale ci vorrà un lungo tempo. Con la lettera agli irlandesi questo tempo comincia. Incolpare Ratzinger di essersi formato nel tempo precedente non ha senso. È più giusto dargli atto di aver inaugurato il grande transito, cominciando a spingere la Chiesa fuori dall'etica pre-socratica. La mia osservazione Buongiorno Sig. Camon, in riferimento all'articolo del 13 Aprile, vorrei fare una osservazione. Parlando di pedofilia è chiaro che il ragionamento non fa una piega, tutto torna. Ma il Sacerdote interrogato da Socrate offre una risposta che tiene conto di un fattore fondamentale; un'azione è buona se piace a Dio, in quanto non è detto che scegliendo la Giustizia di una nazione, si stia scegliendo anche la Giustizia di Dio. Ripeto che nel caso pedofilia è lampante, ma pensando alle leggi razziali, (ad esempio), cosa avrebbe fatto piacere a Dio? Eppure la giustizia di quella nazione avrebbe richiesto la discriminazione, se proprio dobbiamo credere legittimo il ragionamento che vorrebbe un Ratzinger proiettato "sull'altra sponda" di Socrate. La Chiesa fonda le sue radici nella violazione delle leggi costituite proprio perchè un'azione è buona se piace a Dio. La lettera agli Irlandesi è un documento "a tema", non un cambiamento politico radicale della filosofia clericale. L'errore più grossolano che si sta commettendo nell'analisi di questi scandali, è quello di intendere la Chiesa (e con essa il suo capo) assoggettata alle Democrazie occidentali, ai loro usi, costumi, cambiamenti ed esigenze quotidiane. La Chiesa secondo alcuni dovrebbe scegliere come guida una donna per riacquistare credibilità, per far felice lo share... Bisognerebbe invece insistere nella fiducia tra Chiesa e Nazioni, con aperture reali e reciproche. Non si possono influenzare 2000 anni di tradizione con 60 anni di Democrazia. Ma è sacrosanto pretendere che sia fatta Giustizia nello Stato del Vaticano, come in qualsiasi altro Stato. Che nessuno sfugga impunito ai propri crimini, dentro e fuori dalla Chiesa. Ma insistere nelle "colpe civili" del Papa, e nel consigliare cambiamenti radicali alla Chiesa, non farà che generare schieramenti visti e rivisti nella storia. Un consiglio ricorrente al clero ed ai fedeli, è quello di "stringersi intorno al Papa". Grazie per l'attenzione. Buon lavoro Maurizio Caudana |



C'è un librino esile che nessuno cita (e questo mi stupisce), centrato in pieno sul problema di fronte al quale si trova Ratzinger, e prima di lui gli altri papi. È un dialogo di Socrate intitolato "Eutifrone". Eutifrone è un sacerdote, Socrate lo trova per strada (il sacerdote sta andando a testimoniare in non so qual processo), lo ferma e impianta una discussione su questo tema: un'azione è buona perché piace a Dio, o piace a Dio perché è buona? Eutifrone, da buon sacerdote, risponde: un'azione è buona se piace a Dio. Socrate cerca di spostarlo sull'altra risposta, ma non fa in tempo, il dialogo s'interrompe.