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Arrestate il Papa! - Benedetto XVI come Pio VI Stampa E-mail
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Cultura
Scritto da Maurizio Caudana   
Lunedì 29 Marzo 2010 19:08

Che l'intento sia quello di ridurre la Chiesa Cattolica ad un branco di maniaci omertosi, pare ormai chiaro quanto disgustoso. I più scandalizzati dai preti pedofili sembrano essere quelli che dalla Chiesa si tengono a debita distanza, al di là di questo o quest'altro scandalo.
L'ultima è più vergognosa sfida alla persona del Santo Padre, pare voler consigliare al Papa le dimissioni, e di riflettere sull'opportunità di eleggere una donna al suo posto per sperare di riacquistare la credibilità, a loro dire perduta. Sono le colonne del New York Times ad ospitare tanta ignoranza, dimostrata ampiamente da una provocazione che non contempla in alcun modo la storia, le origini e la cultura della Chiesa Cattolica, rappresentata dalla figura del Santo Padre, oggi rivestita da Joseph Ratzinger.
Zecchino_oroSe si tentasse per lo meno di offrire una critica seria allo scandalo pedofilia, si potrebbe considerare valido lo spunto alla discussione ed al confronto, tra e con le gerarchie ecclesiastiche.
Sarebbero quanto mai graditi confronti pubblici su questo tema, ed interviste che non abbiano sempre il fine di demolire tutto, partendo dal presupposto certo ed indiscutibile che ci sia stata malafede in tutto ciò che è avvenuto, e di cui si reputano responsabili tutti, indistintamente.
La pretesa di portare a giudizio Benedetto XVI°, porta subito alla mente la vicenda di Pio VI durante l'invasione Napoleonica della penisola, al seguito della Rivoluzione Francese. Il grido "Repubblica o morte!" pare tornato a riecheggiare per le strade dell'occidente, urlato da giornali ed opinionisti dell'ultima ora, che sulla base di un documento interno alla Chiesa, (atto a regolare i processi e le sanzioni disciplinari delle figure religiose secondo il Diritto Canonico), vorrebbero poggiare l'impianto accusatorio attraverso cui giudicare tutti colpevoli di fronte al Diritto penale dei paesi interessati ai processi per pedofilia.
Di tanta ignoranza in materia di Diritto Canonico ed Internazionale, si fa palesemente un uso fazioso, trascurando in modo voluto il fatto che il Papa sia il Re a capo dello Stato Vaticano, riconosciuto da 177 Paesi nel mondo che intrattengo con esso relazioni diplomatiche. Voler giudicare colpevole di insabbiamento un capo di Stato, sulla base di un documento che indica come trattare e giudicare i crimini commessi dai suoi cittadini e funzionari, è fuori da qualsiasi logica democratica. Ancor più se risalente nella sua prima stesura al 1922.
Che poi i giornali nazionali rilancino la notizia senza alcuna obiezione, fa pensare a forti interessi nazionali nell'indebolimento della reputazione della Chiesa Cattolica.
Nessuno creda che dicendo queste cose io stia tentando di giustificare o insabbiare l'abominio di un sacerdote che abusa di un bambino, e tantomeno di negare la necessità di compiere passi decisivi nel rivedere il rapporto tra l'Istituzione religiosa Cattolica e gli Stati Democratici, ancora troppo distanti da un reale e reciproco riconoscimento, che vada al di là della burocrazia e dei rapporti diplomatici.
Ma questo non toglie che il problema della pedofilia all'interno di strutture cattoliche, non si risolva con l'idea di trattare la Chiesa al pari di una società per azioni, ed il Papa come un manager dagli intenti dubbi. Per poco che ci si interessi alla Chiesa, non si può non riconoscerle di essere qualcosa di più che un insieme di individui mossi dall'intento di insabbiare malefatte.
Da qui partiamo, affinchè non capiti mai che qualcuno sfugga alle responsabilità dei suoi crimini, sia esso parte della Chiesa, o no.
 

Commenti 

 
0 #1 nico 2010-04-24 10:33
Ho letto con piacere le sue righe interessanti, chiare e concise. Concordo pienamente con lei quando dice che televisioni e giornali stanno demonizzando l'intera chiesa cattolica. Ritengo anche però che purtroppo episodi di pedofilia all'intyerno della chiesa ce ne siano stati e le pubbliche autorità abbiano il dovere di indagare a fundo su quegli episodi che hanno toccato profondamente e drammaticamente ragazzini indifesi. Sicuramente concordo con lei sul fatto che colpire direttamente la figura del papa, senza avere la certezza della sua colpevolezza e solo sulla base di una lettera che non è certo prova della sua colpevolezza è sbagliato. ma mi auguro che coloro che hanno commesso tali reati disumani e abominevoli di cui stiamo parlando saranno puniti, e non solo da provvedimenti divini o pastorali in cui ognuno di noi è libero di credere oppureno, ma da provvedimenti restrittivi e sanzionatori della pubblica autorità.
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0 #2 Maurizio Caudana 2010-04-25 12:44
Buongiorno Sig Nico,
penso che questo scandalo si sarebbe potuto evitare con un atteggiamento maggiormente collaborativo con la giustizia civile.

La NON collaborazione credo sia frutto di una cultura istituzionale di potere assoluto, di cui la Chiesa ha goduto per secoli.

E' difficile rinnovare un'istituzione secolare, ma senza dubbio le aperture sono indispensabili verso le società occidentali moderne.

Non si può liquidare questo argomento con analisi "concise", il problema va al di là della pedofilia, per il quale concordo con lei sul "dovere di indagine".

Ma è anche il vecchio problema del fedele che in confessionale chiede perdono per i suoi crimini; il sacerdote deve denunciarlo all'autorità civile? Una risposta certa a questa domanda è stata data solo con la "Lettera agli Irlandesi" di poche settimane fa con il riconoscimento dell'importanza della Giustizia Civile.

Se non si allarga l'inquadratura su questo scandalo, si vedrà solo un criminale nascosto in Chiesa. La questione invece, è un tantino più complessa.

Un saluto
MC

http://www.zigolo.net/011/post/34/69-una-chiesa-sulla-difensiva-non-fa-proseliti.html

http://www.zigolo.net/011/post/37-4/77-socrate-e-ratzinger-dio-e-la-verita-o-la-verita-e-dio.html
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0 #3 nico 2010-04-25 15:14
Sicuramente il problema va al di là della pedofilia e certamente può risolversi solo con maggiori aperture della chiesa cattolica nei confronti della giustizia civile e della stessa società. Ma vede secondo me è questo il punto, la chiesa è quello che è, proprio perchè ha mantenuto nei secoli la propria autonomia nei confronti di tutti gli altri poteri secolari. La bramosia di essere una istituzione con proprie regole e soprattutto la propria autonomia, questo contraddistingu e la chiesa. Ha pure introdotto nel proprio ordinamento il diritto penale, chiaro segno di voler disciplinare da se i comportamenti dei suoi membri e dei fedeli. La chiesa stessa si identifica come un istituzione, anzi forse meglio come uno stato, e non di sicuro uno stato democratico (vista la dichiarazione dell'infallibilità del pontefice ex cattedra). L'idea di una chiesa che soggiace alla giustizia civile snaturerebbe quello che la chiesa stessa è. Sinceramente non credo che la maggioranza clericale accetti quella che secondo loro si configurerebbe come una sottomissione ad altri ordinamenti, siccome la chiesa si ritiene un ordinamento indipendente e con proprie regole. Questa sua voglia di mantenersi tra il sacro e il profano è la causa della sua crisi.
la possibilità di una felice risoluzione c'è, ma il prezo che la chiesa dovrebbe pagare è troppo alto per lei, ossia, l'abbandono della sfera temporale..
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