| Saitta offeso dai Notav - Anche se, chi va col mafioso... |
|
|
| Torino/Piemonte |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Lunedì 08 Febbraio 2010 08:25 |
|
Sò bene cosa sia capitato a Rivoli (To), il giorno dopo esser comparse quelle scritte nei pressi dell'abitazione di Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino. La cittadina sabauda ha mormorato senza farsi notare, di quel personaggio al quale i Valligiani hanno voluto trasmettere e denunciare un concetto molto chiaro: chi appoggia la Tav, appoggia progetti mafiosi. Credo a Saitta quando dice di non essere mafioso, ma allo stesso tempo non mi stupirei se un domani, venissero a galla collusioni tra la provincia di Torino e la Regione Piemonte, con la ditta appaltatrice dell'opera, l'Impregilo. Azienda in stretti rapporti con il Governo, che pare non aver mai fatto caso alla costante presenza della società in numerosi appalti di grandi opere, come la Tav, il ponte sullo stretto, le metropolitane di mezza Italia, gli aereoporti di Fiumicino e Capodichino, nonchè dell'istituto Europeo di oncologia, creato nel 1994 dall’ex ministro della Salute Umberto Veronesi che, ironia della sorte, (ma neanche tanto), si è poi espresso in favore della costruzione e dell'uso degli inceneritori.Sempre Impregilo risulta tra i principali responsabili dell'emergenza rifiuti nel napoletano, avendo gestito per oltre 5 anni attraverso il controllo di altre Spa, (Fibe), l’intero ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania, oltre che la realizzazione dell’inceneritore di Acerra. Leggendo la storia di questa azienda, si può dire che sia stata l'amante della politica Italiana negli ultimi 30 anni. Politici, industriali e investitori di riguardo, si sono susseguiti in questa azienda con una naturalezza disarmante, tra nuovi appalti per grandi opere, dividendi da capogiro, e concorrenza sbaragliata. Storica la dichiarazione di Berlusconi in Abruzzo, durante la campagna di sostegno al candidato del Pdl: «Sapete com’è andata col Ponte sullo Stretto? Avevamo impiegato cinque anni a metter d’accordo le imprese italiane perché non si presentassero separate alla gara d’appalto ma in consorzio… Eravamo andati dai nostri colleghi chiedendo che le imprese non si presentassero in modo molto aggressivo, proprio perché volevamo una realizzazione di mano italiana, e poi avremmo saputo ricompensarli con altre opere pubbliche». Ripreso da Marco Travaglio sull'espresso del 30 Dicembre 2008, con la solita pacatezza si domandava: «se le parole hanno un senso, il premier spiega di avere – non si sa a che titolo – aggiustato una gara internazionale per far vincere Impregilo sui concorrenti stranieri, invitando quelli italiani a farsi da parte in cambio di altri appalti [pilotati anche quelli?]». Tornando ad Antonio Saitta, è probabile che lui tutto questo lo consideri altro dalla Mafia, e che quindi non senta il pericolo di infiltrazioni mafiose nella Tav Valsusina. Ma nessuno ha sentito Saitta o altri politici Piemontesi, condannare in alcun modo la violenta repressione della polizia verso manifestanti disarmati ed indifesi. Nessuna voce nemmeno per i tre presidi noTav dati alle fiamme da ignoti, nel tipico stile intimidatorio utilizzato dai mafiosi. Saitta si sente offeso solo quando qualcuno lo accusa direttamente di essere colluso. Credo a questo punto gli risulti strano che ci sia ancora qualcuno che dia corda a questa storia della mafia. Questi sono affari, mica omicidi. Non si può vedere la Mafia dappertutto! La Mafia, a ben vedere, nemmeno esiste. |



Azienda in stretti rapporti con il Governo, che pare non aver mai fatto caso alla costante presenza della società in numerosi appalti di grandi opere, come la Tav, il ponte sullo stretto, le metropolitane di mezza Italia, gli aereoporti di Fiumicino e Capodichino, nonchè dell'istituto Europeo di oncologia, creato nel 1994 dall’ex ministro della Salute Umberto Veronesi che, ironia della sorte, (ma neanche tanto), si è poi espresso in favore della costruzione