| Una Chiesa sulla difensiva non fa proseliti |
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| Personale |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Lunedì 15 Marzo 2010 19:44 |
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Lo scandalo dei preti pedofili che ha rinvigorito la sua forza in queste ultime settimane, non è che l'ultimo dei problemi che la Chiesa è chiamata a risolvere, o meglio, che la Chiesa è chiamata a valutare, ed invitata a risolvere. Perchè la Chiesa Cattolica non è una struttura democratica, e forse su questo punto critici e fedeli si perdono, si confondono, e confondono il prossimo. Si parla sempre delle difficoltà della Chiesa, ma delle difficoltà dei fedeli della Chiesa Cattolica sembra che nessuno si interessi, nè i critici quando affrontano temi di grande impatto come la pedofilia, e tantomeno la Chiesa, che solitamente riconosce i fedeli sulla base di vecchi modelli predefiniti, sempre più distanti dalla società odierna. Dicevo che la Chiesa Cattolica non è una struttura democratica, ma una Monarchia elettiva assoluta unica nel suo genere, nella quale il Papa eletto dal Conclave rappresenta tutti i poteri, incarnando la massima autorità. Questo ovviamente determina e condiziona qualsiasi altra situazione all'interno della Chiesa. Determina persino il rapporto che i Fedeli hanno con la Chiesa stessa, e la possibilità di essere parte viva e attiva, come la Chiesa invita ad essere in altre circostanze. Volendo essere io stesso parte attiva e viva nella Chiesa, mi chiedo, (e chiedo continuamente sia a Chierici che ad anticlericali), cosa dovrebbe fare un fedele per esprimere il proprio disappunto sulle scelte e sui comportamenti della Chiesa? I Chierici solitamente offrono due tipi di risposte: che i "veri fedeli" certe esigenze non le hanno, oppure, (quando va bene), di affidarsi alla preghiera che certamente darà consiglio. Gli anticlericali invece tacciono, spiazzati dalla possibilità che possa esistere un fedele senziente, non immaginando nemmeno lontanamente quanta vicinanza abbiano con la filosofia Clericale ancora oggi largamente in voga. Il fedele sta nel mezzo, desiderato e allo stesso tempo snobbato da tutte e due le parti. Vicino alla Chiesa per motivi religiosi e culturali, ma vicino alla critica che viene rivolta alla Chiesa, nel momento in cui diventi palese che la volontà di Verità abbia lasciato il posto a biechi ed inutili tentativi di evitare lo scandalo, con silenzi e giustificazioni inaccettabili. Quando poi si vorrebbe far passare la critica come un attacco diretto al Santo Padre, davvero cadono le braccia nel pensare che ci siano voluti più di dieci anni per far prendere una posizione certa ed indiscutibile sull'argomento pedofilia, che i fedeli, (quelli veri), si aspettavano fin dal primo momento, alla luce della gravità degli eventi. Incontro sempre più persone che si sentono intimamente parte della Chiesa Cattolica, ma che non trovano posto al suo interno. Un posto che non sia solo a sedere, ma che contempli la possibilità di essere davvero parte attiva, e non solo figura attivamente disponibile. Altri che si interrogano sulla possibilità di credere in Cristo senza guardare alla Chiesa, riportando inconsapevolmente in vita la filosofia degli "Spirituali", movimento Rinascimentale molto diffuso nell'Italia del 1500, che raccoglieva al suo interno numerosi alti prelati stanchi delle Indulgenze, e convinti della possibilità di un dialogo diretto tra il fedele e Dio, potendo quindi fare a meno dell'intermediazione della Chiesa, e dichiarati infine eretici, (a ragione), dal Tribunale della Santa Inquisizione. Qualunque sia la propria posizione, è certo che dal Rinascimento ad oggi, l'unico mezzo a disposizione dei fedeli per esprimere disappunto risieda nella dissociazione, dolorosa, confusa, a volte scarsamente motivata, ma unico mezzo efficace per farsi sentire, e diventare parte attiva di una Chiesa che per quanto si proponga come guida Morale, Spirituale e custode del Divino, ancora oggi non accetta come un dovere il fare i conti con le cose di questo mondo. |



Volendo essere io stesso parte attiva e viva nella Chiesa, mi chiedo, (e chiedo continuamente sia a Chierici che ad anticlericali), cosa dovrebbe fare un fedele per esprimere il proprio disappunto sulle scelte e sui comportamenti della Chiesa?
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Cordiali saluti N