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L'amore per la Chiesa supera l'amore per la Verità Stampa E-mail
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Personale
Scritto da Maurizio Caudana   
Lunedì 31 Maggio 2010 21:00

Se dovessi fermarmi alle prime impressioni sulla presenza di abusi e pedofilia tra le file del Clero, non mi sentirei motivato a sufficienza nel prendere una posizione, nello schierarmi pubblicamente. Fare di tutta l'erba un fascio è un atteggiamento del quale ho imparato a fare a meno, risultando puntualmente falso ad ogni analisi che si preoccupi di adoperare un minimo di obiettività.
Parlando dei Sacerdoti e dell'opera della Chiesa Cattolica, le attenzioni e l'obiettività necessarie sono ancora maggiori, mettendo sul piatto della bilancia il buono che questa categoria e questa Istituzione hanno compiuto e compiono ogni giorno sul nostro territorio, accostandosi con garbo e dedizione alla vita di milioni di fedeli.
Questo rende implicita l'esistenza dell'altro piatto, quello del discutibile, quello della storia a tratti buia di un'Istituzione che ha attraversato gli ultimi 2000 anni predicando il Regno di Dio, e ritrovandosi suo malgrado ad essere lo specchio delle società in cui opera.
fulmineSono gli uomini della società a diventare parte della Chiesa, anche se questo non basta a sedare la sete di Giustizia che la vicenda dei nostri giorni suscita, stimolando il lato umano di ognuno a rinfacciare la morale che la Chiesa predica alle genti.
Non basta neppure a giustificare gli errori amministrativi che accompagnano la vicenda, lasciando senza spiegazioni plausibili la mancanza di una presa di posizione ovvia, per un problema che nessun motivo avrebbe potuto ritenere secretabile senza colpa.
Evitare lo scandalo per il bene della Chiesa è stata la prima giustificazione offerta al pubblico e ai fedeli, nell'imbarazzo generale provocato dall'assalto dei media, da alcuni ritenuti persino colpevoli di aver gettato benzina sul fuoco.
Giocare sui numeri dei casi, sulla veridicità delle denunce e sull'interesse politico di alcuni nello screditare la Chiesa, ha costituito il secondo madornale errore nella gestione di questo problema, mostrando ancora una volta il lato protezionistico di chi dedica la propria vita ad un'Istituzione. Avviene anche nella Polizia, avviene nel mondo politico e nell'esercito, avviene tra i docenti.
E' umano, troppo umano, (citando l'opera di un famoso filosofo), per considerarlo diabolico, per crederlo come il fallimento morale di chi ha scelto una vita moralmente ispirata alla Rivelazione di Dio. Non potrei fermarmi a questo per i motivi elencati all'inizio, per quell'obiettività necessaria.
Pensando proprio all'umano, ho riflettuto su quanto il senso di appartenenza ad un "corpo", ad un insieme di individui, possa permettere alla dedizione di superare il fine, corrompendo il senso della Giustizia. Credo sia avvenuto questo nella Chiesa dei nostri giorni, rivelando per l'ennesima volta l'umano celato sotto ogni veste. L'amore per la Chiesa ha superato l'amore per la Verità, che è Cristo.
In quest'ottica trovo la spinta per comprendere ciò che è accaduto, per porre questioni universali che non si limitino all'analisi, ai presupposti ed alle conseguenze del caso specifico, e che permettano di credere e di sperare che far meglio sia ancora possibile. Così come mi ha insegnato la Chiesa Cattolica.
 

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