| La borghesia della mazzetta |
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| Personale |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Sabato 20 Febbraio 2010 14:02 |
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Un aspetto trattato da Gian Carlo Caselli durante l'incontro di qualche settimana fa, mi ha colpito per i radicali cambiamenti che può causare nella società civile. Il grado di onestà della Borghesia, indica la possibilità o meno per l'intera società civile di sconfiggere i mali che la affliggono. Trovo in questo aspetto un grado così alto di analisi, che lo reputerei ugualmente degno di considerazione anche se non fosse frutto dell'esperienza sul campo dello stesso Caselli, riscontrata da indagini e condanne che hanno portato dietro le sbarre la Palermo bene degli anni ottanta, così come l'imprenditoria Italiana di tangentopoli, arrivando ai giorni nostri con la croncaca dell'inciucio che tutti conosciamo. Se all'interno della società civile la Borghesia reputa accettabili certi compromessi, diventa difficile accertare la verità, in quanto il muro omertoso si fa più spesso, e gli interessi più onerosi. Il grado di cultura, la preparazione personale e le alleanze che dovrebbero sostenere e alimentare la società, (grazie al ruolo imprenditoriale e culturale che ha caratterizzato le borghesie d'Europa), si trasformano di colpo in briglie capaci di strangolare il tessuto sociale, con interessi che fuoriescono da un'etica condivisibile, manifestandosi vistosamente, anzitutto nella corruzione morale degli individui. Se la critica ai valori di facciata ha avuto il merito di scardinare un usanza molto in voga nella borghesia d'Europa, e altrettanto vero che non ha saputo offrire in controparte uno slancio d'onestà personale, che ha invece ceduto il passo alla demolizione dei valori, frutto di un mediatico e certosino lavoro. Dovessi riassumere in breve quali siano le responsabilità del resto della società civile, (pensando agli scandali a cui assistiamo ogni giorno), non riuscirei a trovare una formula migliore di questa: Una società che reputa discutibili tutti i valori, non può stupirsi di essere rappresentata da un classe dirigente di facili costumi. Così come è pesante la responsabilità di chi gestisce i media, (così influenti e determinanti nella formazione morale del tessuto sociale), allo stesso modo e impossibile non considerare direttamente responsabili i singoli cittadini che si sono lasciati convincere che in fondo tutto è discutibile, tutto è giustificabile. A cominciare dalle cose di tutti i giorni, da quelle che riguardano ognuno di noi in prima persona. Ad un signore che si lamentava dell'usanza molto in voga di mazzette e favori in ambienti lavorativi, e poi fin dentro le istituzioni, chiedevo come mai anche solo i più piccoli parassiti dello Stato, non venissero denunciati con altrettanta solerzia, anzi, si offrisse loro il silenzio? A partire da chi ottiene un posto pubblico in modo dubbio, ai finti invalidi, ai fatti poco chiari della politica comunale, e a tutte quelle realtà delle quali non ci interessiamo, non parliamo, perchè magari significa esporsi in prima persona, o perchè ci siamo convinti che nulla possa cambiare. Una corposa parte della popolazione, accettando il compromesso morale è salita sulla ruota del criceto, per sfruttare l'opportunità o per scacciare le paure del presente, convinta che seguendo quel percorso il futuro sarà diverso. |



Se all'interno della società civile la Borghesia reputa accettabili certi compromessi, diventa difficile accertare la verità, in quanto il muro omertoso si fa più spesso, e gli interessi più onerosi.