| No made in Italy? No vendite - Buon Natale all'Industria Italiana |
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| Personale |
| Scritto da Maurizio Caudana |
| Venerdì 17 Dicembre 2010 10:44 |
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Da Agosto 2010 a Dicembre 2010 la Fiat di Marchionne non è riuscita a risolvere i problemi con i sindacati. Nonostante l'azienda sia in stallo, e le voci non smentiscano mai la volontà di delocalizzare, il problema della Fiat è l'ostruzionismo di un sindacato che da anni dorme sonni tranquilli. La scorsa settimana in un centro Mediaworld ho visto le nuove custodie in pelle per Ipod e Ipad, marchiate Ferrari. Un prodotto "Made in China" venduto ad un prezzo notevole dall'azienda Italiana che, più di tutte, parla di Made in Italy come la soluzione di tutti i mali, e del vanto della qualità dei prodotti Italiani a livello internazionale. Per chi fa la spesa al Carrefour è naturale acquistare aglio Spagnolo o Argentino. L'aglio Piemontese utilizzato per fare la Bagna Cauda dovrebbe garantire la qualità del prodotto che ho acquistato alla bancarella del mercato, ad un prezzo inferiore rispetto a quello dell'aglio estero venduto al Carrefour, che oltre ad essere meno saporito, spesso è intaccato dalle muffe. Lo stesso discorso vale per frutta e verdura dall'aspetto invitante, ma il più delle volte priva del gusto appagante della frutta maturata sull'albero. Sono moltissimi i prodotti a largo consumo realizzati all'estero e rivenduti in Italia da aziende Italiane, e sarebbe un piccolo problema se il prezzo del prodotto covenisse in proporzione al risparmio nella produzione. Purtroppo acquistare prodotti esteri significa contribuire all'impoverimento delle produzioni Italiane, pagando i prodotti ad un prezzo che a conti fatti, non è così distante dai prodotti Made in Italy. La differenza che dovremmo ritrovare sul prezzo finisce nelle tasche dei commercianti, ai quali non interessa produrre in Cina per vendere in Italia a prezzi "Cinesi". Il gioco è proprio quello di produrre in Cina a prezzi Cinesi, per rivendere in Europa a prezzi Europei. Il cliente diventa così il pollo, ignaro di venire preso in giro su entrambe i fronti, quello dell'Industria che non da più lavoro, e quello dei prodotti "made in China", rivenduti a prezzi Italiani. La soluzione è in gran parte nelle mani di chi acquista, e nell'attenzione posta all'origine dei prodotti. Un mercato attento alla provenienza dei prodotti farebbe rientrare in patria tutte quelle realtà produttive che hanno delocalizzato, ma che mantengono una quota consistente delle vendite sul territorio nazionale. La ricerca dei prodotti nostrani, (soprattutto in ambito culinario), permette di risparmiare denaro semplicemente cambiando i luoghi di acquisto, favorendo i mercati rionali alle grandi distribuzioni. Non è immaginabile un mercato totalmente Made in Italy, ma una sana attenzione sull'origine dei prodotti, renderebbe complicata la scelta di delocalizzare, alla quale seguirebbe la certezza di un drastico calo nelle vendite. |



Per chi fa la spesa al Carrefour è naturale acquistare aglio Spagnolo o Argentino. L'aglio Piemontese utilizzato per fare la
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Tuttavia, se è in Cina è a buon mercato da acquistare