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Ebook reader - Il suicidio delle case editrici Stampa E-mail
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Varie
Scritto da Maurizio Caudana   
Giovedì 02 Febbraio 2012 13:35
Pensavo che le case editrici fossero lungimiranti nel valutare gli effetti della distribuzione su larga scala degli Ebook reader. Questa tecnologia consente di portare con se migliaia di libri, e di leggerli su di un supporto che replica in modo ottimale la superficie cartacea delle pagine di un libro.
Se le case discografiche hanno avuto la sfortuna di condividere il supporto di distribuzione (cd rom), con il mondo informatico, (con gli annessi problemi di pirateria che tutti conosciamo), imbarcarsi in questa avventura di propria volontà digitalizzando la carta stampata, appare come il più clamoroso autogoal in favore della pirateria.
Kindle4Che la carta stampata non dovesse temere la pirateria mi pareva un punto in favore del supporto più antico, tramite il quale si sono potute distribuire cultura ed informazioni per secoli. Che questo stesso supporto, (la carta), si dimostrasse infine il miglior antidoto alla pirateria informatica, impedendo di fatto la copia e la distribuzione via etere del prodotto soggetto a copyright, avrebbe dovuto far dormire sonni tranquilli anche al più secchione degli editori.
Sono sicuro che Giorgio Faletti non sarebbe felice di sapere che il suo ultimo romanzo, (Tre tempi e due atti), pubblicato nel Novembre del 2011, sia liberamente scaricabile da internet in formato .Pdf.
E nemmeno che gran parte dei classici antichi e moderni, siano scaricabili sempre dal web nelle versioni messe in vendita dalle stesse case editrici, senza dover fare grandi ricerche, e senza utilizzare complicati software informatici. Digitando su qualsiasi motore di ricerca il titolo di un libro seguito da .pdf, (o altre estensioni per supporti di lettura tipo .mobi, .bbeb, .epub etc..), si possono trovare un'infinità di libri.
I numerosi formati ebook, attraverso i quali gli editori intendono fidelizzare il lettore vincolandolo al supporto di lettura, sono già superati da software liberi come "Caliber", che consentono di trasformare un formato in un altro, adattando con pochi clic i file prodotti da qualsiasi editore al proprio ebook reader di una marca qualunque.
Il mio timore a questo punto è che il gioco sia meschino, e che gli editori in cuor loro avessero mangiato la foglia da tempo. Delle novità editoriali in uscita ogni mese, pochissime in realtà sono disponibili in formato digitale, ed è assai difficile che un titolo meno in vista, o un autore di nicchia, siano disponibili in tale formato.
Resta allora da chiarire chi debba rimetterci in questo gioco al massacro, nel quale l'editore non sostiene più la tecnologia che lui stesso ha sponsorizzato negli anni passati, in cui il lettore ha speso denaro per acquistare un supporto che in realtà non gli consente di leggere ciò che desidera, e dove l'unica nota positiva è riservata alla vendita dei supporti di lettura. Come dire che l'importante non è sconfiggere la pirateria, ma gestirla a proprio vantaggio, per farne una questione legale solo quando il vantaggio finisca effettivamente nelle mani del consumatore.
 
Chi voterete dopo il Governo Monti? Stampa E-mail
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Politica
Scritto da Maurizio Caudana   
Giovedì 19 Gennaio 2012 13:52
Se per molti Schettino è l'immagine dell'Italia grottesca, codarda e proverbialmente voltagabbana, è innegabile che le sue azioni abbiano grande attinenza con l'atteggiamento politico Parlamentare degli ultimi mesi, atteggiamento che ha portato infine alla nomina del governo Monti.
Se il compito di un Governo è quello di compiere le scelte necessarie alla soluzione dei problemi del Paese, è anche vero che nessuna forza politica Parlamentare sia stata in grando, (o abbia voluto), proporre una ricetta per risanare i conti pubblici, per superare le sfide dell'Europa ed i problemi della più radicale crisi economica mai vista, accettando di provocare degli inevitabili dispiaceri ad alcuni, ma nella prospettiva di rendere un servizio allo Stato, e, orgogliosamente, di rimanere alla guida del Paese in un momento buio.
super-mario-montiLa domanda invece, posta tacitamente da ogni schieramento politico, ha esternato il quesito con una naturalezza ed una unità di intenti che solitamente paiono impossibili al Parlamento Italiano.
La domanda per l'appunto è la seguente: Chi si farà carico delle numerose ed inevitabili scelte impopolari che la situazione economica e troppi anni di malgoverno hanno reso ormai inevitabili?
I media e l'opinione pubblica hanno presto digerito lo strambo interrogativo, dando per scontato che non sia interesse di alcun movimento politico, (e di alcun Governo Parlamentare), suicidarsi politicamente vestendo i panni del rigore e dell'inflessibilità.
Tutti amano governare con il bel tempo, e indossati gli occhiali da sole sperano di poter amministrare la cosa pubblica senza imbattersi in scontri decisivi o in scelte necessarie che potrebbero nel breve termine incrinare i rapporti con l'elettorato.
Dalla vita si vuole il meglio, non c'è dubbio, ma che le forze politiche si arroghino il diritto di scegliere in quali circostanze governare e in quali passare la mano ad un governo tecnico, offre lo spunto per comprendere che il comportamento di Schettino in realtà è degno di un membro qualsiasi del Parlamento Italiano.
Se come dice il proverbio, "in un mondo di ciechi anche un orbo è Rè", Schettino è il miglior candidato alla Presidenza del Consiglio. Senza la possibilità di nominare un governo tecnico per la sua nave alla deriva, Schettino ha così un alibi dalla sua, di cui il mondo politico non può far vanto.
Per chi voterete dunque dopo il Governo Monti?
 

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