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Arte, Musica e Spettacolo
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Scritto da Maurizio Caudana
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martedì 30 giugno 2009 |
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La morte di Michael Jackson, non ha suscitato in me alcuna emozione. Non mi
ha lasciato del tutto indifferente, perchè mi sono sentito rincuorato nel poter constatare ancora una volta, la scarsa utilità di
una mole immensa di denaro, di fronte alla morte. Non che ne avessi il
dubbio, ma le vicende che hanno coinvolto in vita questo artista, gli
interventi subiti e la sregolatezza della sua esistenza, gli hanno aggiudicato quel senso di invincibilità, comprata a caro prezzo con
articolate mosse mediatiche.
Qualunque cosa si fosse mai sentita
al riguardo di Michael Jackson, non avrebbe suscitato alcun dubbio
sulla possibilità di esser vera, sia per i suoi fan sfegatati, che per
qualsiasi altro abitante del pianeta. A lui si sarebbe potuto imputare
qualsiasi fatto, reato, acquisto, intervento chirurgico, donazione,
scandalo, gloria. Un personaggio tuttofare, abilmente creato dal
marketing Hollywoodiano e dall'esperienza delle case discografiche,
coscienti di quanto scandali e gossip facciano aumentare le vendite
dei dischi. Ma la fine di questo personaggio è giunta, la sua gloria,
il suo denaro, e la sua grandezza artistica, non sono bastate a fargli
vivere un solo giorno in più.
Non voglio parlare del lato artistico
di Michael Jackson, che seppur non rientrando tra i miei gusti
musicali, comprendo essere un prodotto altamente orecchiabile, capace
di conquistare il grande pubblico, e di vendere tantissimo, più
di chiunque altro.
Quello che invece mi è saltato agli occhi anche
in questa occasione, è lo strambo quanto ricorrente atteggiamento di
circostanza assunto dalle masse, quando un personaggio molto in vista
muore. I cosiddetti Fan, sono capaci di versare litri di lacrime, e di
provare reale amarezza e sconforto di fronte alla morte di una persona, che
in molti casi non hanno nemmeno visto da vicino. Le frasi di
cicostanza, ed il revival quotidiano della sua vita artistica, stanno
occupando dal giorno della sua morte ogni spazio mediatico esistente,
dalla rete, alla televisione, alla radio.
Un qualcosa di simile è
accaduto anche alla morte del Papa, Giovanni Paolo II°. Persone che
fino al giorno prima, tra una bestemmia e l'altra inveivano contro
tutto e tutti, il giorno seguente tra una bestemmia e l'altra si
dichiaravano dispiaciuti per la morte del Papa, che in fondo una volta
morto, è stata una brava persona.
La morte scatena sempre qualche
reazione, è naturale. La morte può far provare dispiacere per l'artista
che tanto abbiamo apprezzato in vita, e che non ci potrà più offrire
nuovi pezzi da ascoltare. Ma qui si annuncia uno dei funerali più
imponenti a cui la storia Americana abbia mai assistito, per sfarzo,
partecipazione popolare e riscontro mediatico. Qualcosa di più che un
banale dispiacere, sarebbe per alcuni non assistere alle esequie. E mi
stupisce che ancora nessuno si sia tolto la vita, per seguirlo ovunque
sia adesso, come già accaduto in passato.
Essere un fan per alcuni è una cosa seria, e posso anche capirlo,
ma esserlo ad oltranza sfidando il buonsenso, nasconde a mio avviso un
serio problema esistenziale, che non ha nulla a che fare con l'artista
o il personaggio di turno.
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Gli indirizzi di questo sito nella forma lnx.zigolo.net presto non saranno più validi.
Invito a modificare quel tipo di indirizzi, sostituendoli con il classico www.zigolo.net per quanti hanno aggiunto questo sito in segnalibri, preferiti, e link che indirizzano a queste pagine. Grazie!
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Segnalazioni
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Scritto da Maurizio Caudana
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giovedì 25 giugno 2009 |
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Chi lo avrebbe mai detto che un giorno la Stampa Cattolica e la
sinistra Italiana, si sarebbero trovate daccordo sulla necessità di
moralizzare la politica ? E' un qualcosa che personalmente va al di là
delle mie capacità intellettive, che ancora non riescono a scorgere la
via che l'opposizione di questo paese tenta di percorrere.
Poco più di un anno fa, le battaglie etiche della Chiesa a
proposito di aborto, famiglia e coppie di fatto, stridevano
rumorosamente con la ferrea ed intransigente opposizione politica e
culturale della sinistra Italiana, favorevole e desiderosa di quel
progresso scientifico che la modernità offre, e che l'etica deve moderare.
Mesi
e mesi di discussioni in televisione, sui giornali e nel web, hanno diviso l'elettorato in due blocchi distinti,
schierati da un lato al fianco della Chiesa Cattolica e del centro
destra, e dall'altra con la sinistra, nelle sue infinite sfumature.
Sembrava non fosse la sola necessità di creare due blocchi elettorali
in vista delle elezioni ad infiammare il discorso, ma piuttosto che le
persone avessero davvero interesse a discutere, e a far valere il
proprio punto di vista su temi di alto valore etico, morale e sociale,
di fronte ai quali la scienza moderna pone tutti noi.
Che la Chiesa, la stampa Cattolica e la sinistra fossero divise sui temi etici non stupisce affatto, in forza delle differenze culturali, che contraddistinguono le due parti.
Ma
se oggi le discussioni legate ai problemi etici sono sorpassate, uscendo
l'opposizione distrutta da due tornate elettorali dal
risultato indiscutibile, rimane davvero solo più il gossip, l'unico
appiglio per un'opposizione che ha ormai politicamente ben poco da dire.
Se di
colpo la prostituzione nei luoghi del potere, diventa un problema
morale con il quale tentare di delegittimare il Governo, significa che
l'opposizione di questo paese non solo ha perso la memoria, ma è
affetta da una forma di ipocrisia congenita, che gli si ritorcerà
nuovamente contro, come già accaduto numerose volte in questo recente
passato.
Se oggi qualche prostituta basta a sollevare una
questione morale per il Presidente del Consiglio,
(che personalmente non amo, ma che la coerenza su questo caso mi
impedisce di contrastare), parlare di gossip è fortemente
rappresentativo di ciò che sta accadendo.
Dicevo che se qualche prostituta basta a sollevare una
questione morale, non riesco a comprendere per quale motivo, quando due
Pornostar erano entrate in Parlamento come deputati, (Moana Pozzi ed
Ilona Staller), non si sia sentito lo stesso bisogno di moralità nelle
Istituzioni?
Pensando poi ai vari festini che la Democrazia Cristiana
teneva regolarmente tra le mura dei palazzi, stupisce che oggi
Famiglia Cristiana ed Avvenire , si scaglino con decisione sul problema
morale che ha afflitto, (prima fra tutti), la corrente politica che
maggiormente li rappresentava, e verso la quale non si è mai mossa
alcuna presa di posizione paragonabile a quella odierna.
Articoli come quelli che si vedono pubblicati, non sono stati scritti quando lo
scandalo dei religiosi pedofili è venuto alla
luce, e di una questione morale si sarebbe dovuto
parlare eccome, urlando allo scandalo e al desiderio di chiarezza, su tutta la stampa Cattolica.
Se poi vogliamo pensare al recente caso di Silvio
Sircana, (il portavoce di Romano Prodi), fotografato mentre "chiedeva
informazioni" ad un travestito sul bordo della strada, si va a sbattere
in pieno volto contro l'ipocrisia che infetta questo paese. Un'ipocrisia che fa sollevare problemi morali quando necessario, che sa
tacere sullo stesso problema quando conviene, e che produce alleanze
politico/giornalistiche, che neppure la più fervida immaginazione
avrebbe saputo immaginare.
Per lo meno poi, durante il periodo elettorale, non chiedetevi per quale motivo sempre più persone disertano le urne.
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