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Segnalazioni
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venerdì 16 maggio 2008 |
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Fa un certo effetto, vedere quanta importanza abbiano acquisito le tematiche legate alla presenza dei (poco) nomadi Rom, sul nostro territorio nazionale. Di punto in bianco, il tema sicurezza, e la cronaca di reati e tentativi di sequestro, legati a questo gruppo etnico, hanno riportato l'attenzione su di un problema molto sentito dai cittadini, e da sempre ampiamente trascurato dalle Istituzioni.
La presenza dei Rom sul territorio Nazionale, non è certo una novità, e tantomeno il loro stile di vita, legato al rifiuto storico per qualsiasi tipo di integrazione, dovrebbe risultare come qualcosa di sconosciuto, o che necessiti di ulteriori studi ed approfondimenti.
Con la scusa dell'integrazione, (rifiutata culturalmente dai Rom), si sono chiusi gli occhi di fronte ad una situazione, che negli anni si andava creando, e che vedeva (e ancora oggi vede), migliaia di persone raggruppate in campi nomadi, dai quali non è possibile uscire (e tantomeno integrarsi), se non per procurarsi il necessario alla sopravvivenza nel campo.
Situazione questa, che ha gravato per molti anni sulle spalle dei cittadini, costretti a subire le continue vessazioni, derivanti dallo stile di vite intrapreso da queste persone. Elemosina, sporcizia, sfruttamento minorile e furti, sono parte integrante dello stile di vita di queste etnie, che non conoscono alcun principio condivisibile in materia di vita comunitaria.
E' avvenuta da parte delle istituzioni, una palese forzatura del significato della parola integrazione. Credere, e voler far credere, che l'integrazione consista nel permettere ad un gruppo etnico di vivere come vuole, senza alcun rispetto per le regole base di igiene e convivenza, legalità e diritto, non avrebbe potuto generare altro che insofferenza nei cittadini che vivono, bene o male, nel rispetto di questi principi, condivisi e regolamentati dalla legge.
Chiaramente ad oggi, l'esperienza personale che ogni signolo cittadino ha potuto coltivare nei confronti di queste persone, giustifica con estrema facilità la necessità di interventi duri e radicali, come soluzione definitiva a questa situazione. Su questo punto, anche se facilmente condivisibile, si scontrano i principi democratici con le esigenze legate alla vivibilità delle città ed alla sicurezza dei cittadini. Uno scontro non di certo creato dal problema, ma agevolato dall'indifferenza dimostrata fino ad oggi dalle istituzioni.
Sarebbero bastate poche e semplici regole, attraverso le quali si sarebbe potuta offrire la possibilità di integrazione a qualsiasi nomade, seguito dall'invito a proseguire sulla strada del nomadismo, (obbligandoli ad abbandonare il territorio dopo pochi giorni), in caso di un loro rifiuto, per evitare di assistere alla nascita di baraccopoli disumanizzanti, e alla presenza di bimbetti di pochi anni, obbligati a chiedere l'elemosina ai semafori, come fosse una cosa normale, o ampiamente accettabile.
Vedere poi bambini italiani della loro stessa età, venire tolti dalla custosia dei genitori, per qualsiasi altro motivo previsto dalla legge, rende davvero stridente il rapporto tra cittadini e nomadi, mettendo questi ultimi per assurdo, in una condizione di privilegio sociale, in cui ogni cosa li riguardi, porta con sè un trattamento particolare, pregno di buonismo e comprensione.
Ad oggi, per quanto sia turbato dagli episodi di pura intolleranza manifestati in tutto il territorio nazionale, capisco non essere possibile effettuare una qualsiasi mediazione alternativa.
La mia speranza è che dopo questo legittimo sfogo tutto Italiano, ci si renda conto della necessità di regolamentare seriamente la realtà del nomadismo, lasciando da parte i soliti rimedi lascivi, adatti solo alla propaganda di qualche politico, ma che non hanno nulla a che fare, con la realtà vissuta ogni giorno dai cittadini.
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Utilità
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giovedì 15 maggio 2008 |
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Si potrebbe pensare, che la parte più difficile che uno scrittore debba affrontare nella realizzazione di un libro, sia la stesura dei testi che andranno a comporre il libro stesso.
E' su quel punto che, in fin dei conti, si riconosce lo scrittore, e si viene riconosciuti in tale ruolo. Il successo di uno scrittore emergente, è determinato anzitutto dalla qualità del racconto, e dalla capacità dello scrittore di coinvolgere il proprio lettore e di farlo affezionare alle proprie storie.
Purtroppo però, non è questa la situazione.
La parte più difficile per uno scrittore nella realizzazione di un libro, consiste nel trovare un editore disposto a stampare il suo lavoro, e ad immetterlo sul mercato.
Ecco che, il ruolo dell'editore diventa fondamentale affinchè un libro diventi tale, o resti soltanto uno dei numerosissimi testi proposti, ma mai accettati.
L'editore infatti dopo aver letto e valutato l'opera, si farà carico delle spese di stampa e distribuzione, per le quali la vendita del libro, offrirà modo di rientrare, e magari di guadagnare anche qualcosa, se un numero di copie sufficienti verranno vendute.
Solitamente quindi, proprio l'intuito dell'editore, ed il suo investimento monetario nella stampa e nella distribuzione, porteranno un libro sugli scaffali delle librerie, nella speranza di suscitare l'interesse dei lettori.
Questa situazione, anche se assolutamente comprensibile, porta con sè l'inevitabile scarto di numerosissime opere, uscite dalla penna dello scrittore, ma che non hanno saputo incontrare il favore di qualche buon editore.
Ecco che da questa situazione, prende vita il Self-Publishing, ovvero un modo poco dispendioso, per vedere finalmente stampato il proprio libro, senza dover sottostare al giudizio insindacabile dell'editore.
Forse le copie stampate non saranno numerose, e forse la distribuzione (sempre a carico dello scrittore), non sarà così capillare, ma è pur sempre una possibilità di cui disporre, tra i numerosi tentativi intrapresi da qualsiasi scrittore, nella speranza che una sua opera, si trasformi in un libro di successo.
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Personale
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mercoledì 14 maggio 2008 |
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Da quando è cominciata la campagna elettorale, indubbiamente
il tema sicurezza, è entrato a far parte degli argomenti trattati da tv e
giornali quotidianamente. La sicurezza, sentita come una priorità dai cittadini,
diventa, giustamente, uno dei temi caldi da affrontare, per convincere gli
elettori, dell’impellente necessità di questa classe politica.
E’ così in ogni parte del mondo, ed osservando la campagna
elettorale statunitense, troveremo come ricorrenti anche oltreoceano, i temi
riguardanti la sicurezza del territorio e dei cittadini. Italia e Stati Uniti,
sono in una situazioni decisamente simile al riguardo dell’immigrazione
clandestina: entrambi i paesi, fungono da porta di ingresso ai flussi migratori
(per l’Italia provenienti dall’africa, per gli U.S.A, provenienti dal sud
america), e pare quasi non esista alcun mezzo valido, per evitare queste
problematiche invasioni, che tanto preoccupano i cittadini, e la classe
politica in lista per il potere.
Anni ed anni di discussioni e pubblica indignazione, il
susseguirsi di governi differenti, il pessimo umore dei cittadini, e l’aumento
della criminalità “straniera”, sembrano non essere sufficienti a far prendere
una decisione definitiva. Sia qui da noi, che negli Stati Uniti, dove persino
un muro sul confine Messicano, non è servito a fermare l’afflusso.
Ma come può essere possibile? Questi governi riescono a
centrare con una bomba, un uomo seduto sulla tazza di casa sua nel bel mezzo
della notte, e non riescono ad intercettare un’imbarcazione piena di persone
nel mezzo del mar mediterraneo per rispedirla indietro?
Spostiamo l’attenzione su di un altro punto, per tentare di
comprendere dove stia la luce giusta, per inquadrare a pieno la situazione.
Sarà sufficiente osservare, e riflettere su ciò che abbiamo osservato.
Osserviamo i camion mentre circolano in autostrada, osserviamo i cantieri edili
e le cucine dei ristoranti, i campi di pomodori e cocomeri nel meridione e le
campagne di tutta la penisola, le colf e le badanti che lavorano nelle nostre
case, le prostitute sul ciglio della strada.
Proviamo ad osservare con
attenzione, quanto gli immigrati clandestini vengano utilizzati su tutto il
territorio nazionale, e quali le conseguenze per il settore in cui sono
impiegati, nel caso venissero a mancare. L’uso di irregolari, è indispensabile
alla sopravvivenza della nostra economia, così come di quella Americana.
L’irregolare può essere pagato poco e lavorare molte ore al giorno, vive al di
fuori dello Stato di Diritto, (o è convinto di viverci), e può essere sfruttato
con maggior facilità, senza correre il rischio di conseguenze legali, in caso
di problemi.
E’ stata assai singolare la manifestazione degli ispanici
irregolari, che regolarmente lavorano tutti i giorni negli Stati Uniti, e che
chiedevano con una pacifica sfilata, di essere regolarizzati dalle istituzioni.
Erano centinaia di migliaia, ed hanno creato non pochi imbarazzi al governo
Americano. Qui da noi non sono ancora arrivati a tanto e forse non ci
arriveranno mai. Sta di fatto però che, puntualmente, gli immigrati tornano ad
essere un problema, per alcuni da eliminare, per altri da risolvere.
Come successo in questi ultimi anni, assecondando
perfettamente una crescita economica pari allo zero. Il Paese non cresce, e gli
immigrati diventano un problema strettamente legato alla criminalità; il Paese
cresce, e gli immigrati sbarcano ogni giorno, inarrestabili, sotto gli occhi
delle forze dell’ordine e delle tv nazionali.
Qualcuno afferma che questo nuovo governo risolverà la
situazione, ed impedirà nuovi flussi di immigrati. Il mio invito è quello di
non farsi troppe illusioni; questo nuovo governo si comporterà come tutti i
governi precedenti. Magari alzerà un pò la voce per rassicurare i propri elettori,
metterà in regola qualcuno ed espellerà qualcun’altro. Ma di certo non fermerà
l’arrivo di nuove imbarcazioni, e tanto meno, creerà un sistema di ingresso
regolamentato: ne andrebbe dell’economia del Paese.
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Curiosità
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martedì 13 maggio 2008 |
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Credo tutti abbiano ben presente, in cosa consistano le famose ombre cinesi.
Una lampada, un telo bianco e la capacità di formare con le mani, quelle particolari forme che, proiettate sul telo, daranno l'impressione di vedere l'ombra di animali di varia natura.
Pensare di utilizzare la stessa tecnica, sostituendo il telo e la lampada con la pittura, consentirebbe di riprodurre gli stessi animali, sempre con le mani, ma con un realismo davvero impressionante.
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ciao
E' una vergogna. Io mi schiero dalla parte dei vigili.
Ti ringrazio per avere recensito il mio blog e segnalo a tutti i tuoi lettori...